domingo, 7 de agosto de 2022

PIOVE, SENTI COME PIOVE, MADONNA COME PIOVE!

 



Lui è Fosso marino, un mito per tutti gli eco-nazisti: il coraggioso Fosso che ha già affossato il Jova Beach Party previsto nel 2019 a Vasto. Un incubo ricorrente che torna ad agitare i sonni del sindaco Menna. Nonostante il suo esercito di ruspe, inviato per ridurre alla ragione (leggi concerto di Jovanotti!) il corso d'acqua che ancora scioccamente si ostina a voler scorrere verso il mare, il 27 luglio, alla prima pioggerella estiva (6,4mm!), questi si è divincolato dalla morsa ed è tornato ad occupare il suo naturale alveo. Eccolo che di nuovo scorre libero verso il mare! Persino la cannuccia di palude, specie vegetale protetta, è rispuntata dalla sabbia, e ha ricominciato a crescere. 

Ma non è finita qui! Sappiamo che i biechi amministratori, prostrati ai piedi della Trident, faranno di tutto pur di realizzare il concerto, sono pronti a qualunque violenza -come nel 2019 quando causarono la morte di decine di anguille- quindi torneranno con le loro ruspe, addirittura lo prosciugheranno, ha dichiarato la vicesindaca di Vasto: “Delle idrovore preleveranno l'acqua dalla vasca di raccolta, che verrà messa in sicurezza, mentre il canale sarà reso calpestabile”. Pensate, che maniera di trattare una riserva di biodiversità, un corso d'acqua destinato a rinaturazione nel Piano Demaniale! Eppure la stessa vicesindaca Fioravanti ha dovuto infine cedere, come il tubo nella foto, e ammettere: “È chiaro che, in caso di avverse condizioni meteo, il concerto non si farebbe, ma questo si sapeva già da tempo”. Chiaro? Si sapeva da tempo?! Cioè, dopo un altro anno perso dietro a Jovanotti, dopo le ingenti risorse economiche già spese -che si sommano a quelle del 2019- per la realizzazione del concerto, dopo che il Prefetto ha incautamente dichiarato che “a Fosso Marino non c'è nessun problema di sicurezza”, si scopre che in realtà avevano ragione gli eco-nazisti: il concerto non si può svolgere in sicurezza! Dichiarazioni che, secondo il Forum Civico Ecologista “hanno finito per affossare l'amministrazione comunale in un cul de sac da cui uscirne è praticamente impossibile e, se solo non stessimo parlando di pubblica incolumità, soldi pubblici e tutela ambientale, ci sarebbe da ridere per la tragicomicità della situazione”. 

Oggi è 8 agosto, le previsioni hanno sentenziato che da oggi può piovere tutti i giorni, e le ombre si addensano sull'estate di Caronte nei giorni di ferragosto. Nuvoloni neri sul palazzo di città, mentre una canzone di Jovanotti ossessivamente ritorna nella mente del sindaco Menna: “Piove, senti come piove, madonna come piove, senti come viene giù!”



La foto di Fosso Marino in copertina è di Stefano Taglioli

FERMO: L'ASSURDO NELL'ASSURDO DELL'ASSURDO

 



A Fermo è vietato calpestare le specie floristiche di pregio, ma è possibile passarci sopra con le ruspe! E' possibile tutto è il contrario di tutto. Tranne che per tutto questo qualcuno venga tradotto in stato di fermo! 

Se è difficile dire, in termini di danni ambientali, quale sia stata la “peggiore tappa” del JBP versione 2019 o 2022, sicuramente per quanto riguarda i livelli di assurdità raggiunti nell'iter di approvazione del concerto, e nelle sue fasi preliminari, la tappa di Fermo è imbattibile, livelli tali da sconfinare nel surreale, il termine adottato per il post del TAG Costa Mare il giorno 27 luglio “A Fermo la vicenda del Jova Beach Party ha assunto contorni surreali”. Si tratta di un post che ha avuto oltre 16.000 condivisioni! Molto più di qualunque post di Jovanotti. Numericamente dimostra che il fronte del NO a questi concerti è cresciuto a dismisura. Lo ha capito il bambino capriccioso che vuole giocare con le spiagge, e se provi a levargliele comincia a gridare “Econazisti! Econazisti!”. Salvo essere poi travolto da uno tsunami di critiche e insulti di rimando. Lo ha capito il WWF nazionale che a riguardo ha fatto uscire un Comunicato stampa ignobile (Leggi QUI), un vero manifesto di disonestà intellettuale, una menzogna nella menzogna delle menzogne. Se stessero almeno zitti, farebbero meglio! 





Andiamo con ordine: i fatti oramai sono arcinoti. C'è una spiaggia sulla quale il Fratino nidifica, l'UNICA spiaggia delle Marche meridionali dove il Fratino nidifica: il lido di Casabianca. Per quella spiaggia nel 2018 il Comune, su proposta del TAG Costa Mare, annuncia la prossima istituzione di un'area protetta. Sono fatti, non voci di corridoio, qui sopra una piccola rassegna stampa a riguardo. Dal 2018 al 2020 era inoltre in atto su quell'area un progetto Life (Choose Nature) proprio a salvaguardia del Fratino e che ha coinvolto molti giovani volontari, coordinati dalla LIPU di Fermo. Nel 2018 c'è stata l'ultima schiusa, ma le ultime due nidificazioni nel 2019, anno del concerto, conclusasi con una predazione da cornacchia o gabbiano. 

Poi il Sindaco sconfessa tutto, e fra tante spiagge alternative proposte dalle associazioni che compongono il TAG Costa Mare, va a scegliere proprio quella, in onore alle "valutazioni rigorose" millantate dal WWF nel suo comunicato. Tutta la vegetazione dunale viene completamente distrutta e, il giorno del concerto più di 30mila persone si accalcano su quegli stessi spazi dove qualche giorno prima era interdetto l'accesso, sempre per favorire la nidificazione del Fratino.  Il danno è fatto! Un danno tale che anche il Comune è disposto a riconoscerlo e avviare un progetto di rinaturazione del Lido Casabianca di Fermo, ingaggiando un botanico dell'Università di Pisa. che richiede al Comune stesso di avviare le pratiche per la traslocazione di piante, talee e semi di specie vegetazionali rare ancora presenti in alcune aree protette in Abruzzo e nelle Marche. Ma non si tratta solo di riportare sulla spiaggia le piante che si sono perse a causa della devastazione creata dal concerto, perché il livellamento dell'arenile effettuato dalle ruspe, ha fatto perdere alla spiaggia le caratteristiche originarie in termini di granulometria dei sedimenti, facendo emergere ciottoli di pezzatura più grossa. 

Dopo due anni si assiste a una considerevole ripresa vegetativa. Tutte le associazioni sperano che lo stato della spiaggia torni ad essere quello precedente al passaggio del JBP, e che questa possa diventare finalmente un'oasi naturalistica. Qui in basso una foto degli ultimi sopralluoghi nel 2022. Con un dettaglio su piante protette come il Papavero delle spiagge e l'Eringio marittimo. 





Ma Jovanotti bussa ancora alla porta, e il sindaco, inebetito dalla nuova chiamata dello show business, clamorosamente sconfessa sé stesso per la seconda volta. Assurdo nell'assurdo: il WWF locale che si oppone al concerto viene diffidato dal WWF nazionale, e annuncia il suo scioglimento. Assurdo nell'assurdo dell'assurdo: l'area interdetta da ordinanza comunale fino al 21 luglio, proprio per la nidificazione del fratino, il 27 luglio viene ancora spianata dalle ruspe! Dove gli uomini non possono andare, le ruspe evidentemente sì, a Fermo! Assurdo nell'assurdo dell'assurdo nell'assurdo: il sindaco, in combutta con il WWF nazionale, nel tentativo di giustificare tutto ciò, scimmiotta un'azione di tutela ambientale, e fa espiantare alcune di quelle piante dunali dal lido protetto di Casabianca, destinato ad essere ruspato, per conservarle all'interno di un recinto, qualche centinaio di metri più a nord, in una zona chiamata Baia dei gabbiani! Per completare questo capolavoro "naturalistico" ecco un cartello -a mo' di presa per i fondelli- che ammonisce: "VIETATO ENTRARE E CALPESTARE - PRESENZA SPECIE FLORISTICHE DI PREGIO" Ovvero, dopo averle riportate da diverse parti d'Italia, eccole che vengono spostate di nuovo -povere piantine- e trapiantate in un recinto, una specie di riserva "indiana" per individui scomodi al progresso, all'avanzata della civilizzazione con i suoi megaconcerti. 

Lo vedete nella foto il recinto, ci racconta un'operazione di pura facciata, o semplicemente sfacciata: poche piantine levate al lido di Casabianca, trapiantate in una spiaggia sterilizzata, asettica. Si intravede la Gramigna delle spiagge, forse il Ravastrello, e la Nappola aliena (il Papavero delle spiagge e l'Eringio nel frattempo se li sono dimenticati?!). Fanno una pena infinita. Sono come ostaggi di guerra, funzionali alle menzogne di un intero baraccone da fiera, mentre il loro ecosistema viene giustiziato dalle ruspe. 

 



Alla fine l'assurdo nell'assurdo dell'assurdo nell'assurdo dell'assurdo: il Comunicato del WWF, che tenta di giustificare tutto questo in termini naturalistici! Vi leggiamo basiti che la spiaggia di Casabianca era priva di qualsiasi pianificazione di tutela (ma come, se era specialmente tutelata per la nidificazione del Fratino e destinata a diventare un SIC!) e che è stato anzi l'intervento di rinaturalizzazione ad aver creato condizioni tali da impedire il ritorno del Fratino stesso! Vi leggiamo che tanto valeva fare il concerto visto la spiaggia è antropizzata e già sottoposta ed erosione, come  attestano le barriere frangiflutti in mare (non invece evitarlo, per le stesse ragioni, preservando un lembo di vegetazione superstite). Vi leggiamo che in 3 anni delle dune embrionali non potrebbero essersi riformate! Vi leggiamo che il WWF si è allora adoperato proficuamente per spostare le piante rare in un luogo più idoneo (come se la Natura si potesse smontare qui e rimontare là come un gioco di società!), perché una spiaggia con superficie ghiaiosa non lo sarebbe abbastanza: peccato che in realtà Fratino nidifichi abbondantemente sui substrati ghiaiosi, come ad esempio a Montemarciano e Marzocca, per citare altri lidi marchigiani.  Vi leggiamo che il Fratino non vi nidifica dal 2017, quando tutti oramai sanno, anche i sassi, e soprattutto quelli di Casabianca, che l'ultima nidificazione risale al 2019. Vi leggiamo che il concerto si è pianificato in una data di sicurezza... ovvero 5-6 agosto (peccato che, per fare un esempio di quest'anno, a Torre Flavia le ultime uova si siano schiuse qualche giorno fa, il 30 luglio!). Vi leggiamo infine, menzogna nella menzogna delle menzogne, che si è strumentalizzata la "scelta" del WWF Natura Picena di sciogliersi! Ma quale scelta? Avevano forse una scelta?! Nella lettera di liquidazione dell'associazione -datata 4 agosto 2022- dalla Sezione "ribelle" scrivono:

"Nonostante il diniego da parte del WWF di Fermo e del WWF Regionale, come mai il WWF nazionale ha mantenuto ferma la partecipazione e ha dato il consenso al Jova Beach Party? Inoltre, negli incontri avuti sia attraverso internet che di persona avevamo più volte ribadito che se il concerto fosse stato spostato e/o annullato avremmo provveduto a mantenere l’impegno da parte del nostro gruppo di regolarizzare la nostra associazione secondo quanto previsto dallo statuto. Inoltre, negli incontri avuti sia attraverso internet che di persona avevamo più volte ribadito che se il concerto fosse stato spostato e/o annullato avremmo provveduto a mantenere l’impegno da parte del nostro gruppo di regolarizzare la nostra associazione secondo quanto previsto dallo statuto". 



Dirigenti del WWF perché cercare di difendere l'indifendibile? Lo avete già fatto nel 2019, e non vi è bastato? Avete già toccato il fondo, ma capisco che la Trident vi metta a disposizione tante ruspe per continuare a scavare...  



Le foto nel post sono di Andrea Scavella



viernes, 5 de agosto de 2022

LAVORO NERO AL JOVA BEACH PARTY!


Fa veramente orrore pensare che, mentre a Fermo c'erano centinaia di persone scese in piazza, anzi in spiaggia, per chiedere il rispetto delle leggi a tutela degli habitat naturali, tra le altissime impalcature retrostanti vi fossero uomini sprovvisti di un regolare contratto di lavoro! 

E' quanto si legge in una nota dell'Ispettorato nazionale del lavoro di Ascoli Piceno, ripresa ieri da tutti i principali quotidiani italiani: “Sono state controllate 19 aziende, nessuna delle quali avente sede legale nella provincia. Sono 55 i lavoratori di cui sono state acquisite sommarie informazioni. Di questi, 17 -sia italiani che stranieri- erano in nero. Nei confronti delle ditte che operavano, tutte appartenenti al settore del facchinaggio, l'Ispettorato del lavoro ha emesso altrettanti provvedimenti di sospensione dell'attività con decorrenza immediata. Durante i controlli sono emersi anche elementi per contestare a tre ditte, operanti nel settore dell'allestimento delle luci, provvedimenti di somministrazione illecita di manodopera. Per quanto attiene alla vigilanza in materia di sicurezza, sono state riscontrate diverse criticità, in relazione alle quali saranno emanati i relativi provvedimenti”. 


Foto tratta dal Post del 30 luglio, TAG Costa Mare


Non ci stupiamo più di nulla. Questi fatti costituiscono solo una ulteriore conferma della natura predatoria del JBP, tesa a massimizzare i profitti infischiandosene di qualunque ricaduta ambientale o sociale, in barba a norme elementari di buon senso e sicurezza. Il cappello su questa operazione lo mette Jovanotti, ad ogni data, come hanno scritto bene su Orticaweb (leggi QUI): “Fa bene Jovanotti a indossare il cappello da corsaro dal momento che questi concerti hanno un carattere predatorio “autorizzato” proprio come i corsari erano autorizzati dal Re ad assaltare le navi e svuotarle del carico”. Non si tratta però di una ingenua e colorita autodenuncia, ma un atto di arrogante strafottenza ai quali oramai il fortunato burattino del "greenwashing" ci ha ampiamente abituati. Il galeone del capitalismo ambientale ancora getta l'ancora sulle spiagge italiane per sequestrarle, e depredarle.


Jovanotti, Corsaro immortale. Foto tratta da Vanity Fair

Che i lavoratori non siano in regola, e i profili di sicurezza siano ampiamente sottovalutati, è solo una logica conseguenza all'interno di ciò che a tutti gli effetti rappresenta solo l'apice spettacolare della deroga permanente a qualunque principio di tutela ambientale. E' qualcosa che avevamo già compreso, analizzato e raccontato nel 2019. Invito caldamente a rileggere l'articolo di Marta Fana Voglio il tuo sudore. Oppure quello di Alessio Amorelli “Jovanotti ti vuol far raccogliere monnezza 16 ore di fila per un panino. Insieme alla Coop”.

"Tutti abbiamo sentito dire almeno una volta nella vita che la nostra è la “Costituzione più bella del mondo”. La legge fondamentale della Repubblica italiana, all’articolo 36, stabilisce che ogni individuo ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro. [...] Un’altra considerazione generalista che spesso viene enunciata nei salotti televisivi è relativa alla mancata attuazione della Costituzione. Le norme sono fantastiche, solo che non le applichiamo come dovremmo. Ecco, il Jova Beach Party 2019 è un esempio che raffigura plasticamente il mancato rispetto dell’articolo 36 della Costituzione".

Da quest'anno nella nostra Costituzione è stata inserita anche la tutela della biodiversità, e a questo punto possiamo aggiungere che il Jova Beach Party 2022 è un esempio che raffigura plasticamente anche il mancato rispetto dell'articolo 9 della Costituzione, comma 3 e 4: La Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”. Ovvero, si può radere al suolo con le ruspe un ambiente naturale del Demanio marittimo statale, protetto da Direttive comunitarie, con la sola l’autorizzazione del Comune? (Vi invito ad ascoltare l'intervista a Fabio Vallarola su ONDAROSSA, che denuncia questo cortocircuito di legalità). Questo per spiegare meglio cosa ci facessero tutte quelle persone armate di cartelli e striscioni, di fronte a quell'impalcatura sul lido di Fermo, dove si affaccendavano tanti lavoratori sprovvisti di regolare contratto, e in condizioni precarie di sicurezza.

Ovviamente, sulla pagina facebook di TRIDENT è arrivata una secca smentita. Quando mai... sappiamo che sono maestri s-mentitori quanto il WWF:

"Trident Music smentisce categoricamente la presenza di 17 lavoratori in nero nel cantiere del Jova Beach Party di Fermo. Nel corso delle abituali ispezioni in data di ieri sono state notificate della inadempienze formali a tre aziende. Le suddette, formalizzando in data odierna i dati mancanti, hanno ricevuto oggi la notifica di revoca del provvedimento di sospensione e oggi le aziende e i 17 lavoratori hanno pertanto proseguito la loro attività attualmente ancora in corso".

Concludo con il commento al post (leggi QUI) di Giampiero Ionetti:

Il provvedimento di revoca della sospensione dell’attività viene emanato proprio perché le posizioni “in nero” sono state poi regolarizzate! Traduco: arriva l’ispettorato, trova lavoratori in nero, sospende le attività finché gli stessi non vengano regolarizzati, la società li regolarizza, l’ispettorato revoca la sospensione. QUINDI SE C’E’ una sospensione e successiva revoca e’ perché c’era realmente LAVORO NERO.

Altro da aggiungere?




miércoles, 3 de agosto de 2022

UOVA BEACH PARTY 2022



Queen a Torre Flavia. Foto di Claudia Assi


IL VERO PARTY, DOPO IL JOVA BEACH PARTY!

"Lui è il fratino, un uccello che nidifica in alcune aree della nostra costa. È una specie protetta. Qualcuno mi ha segnalato in questi giorni la sua esistenza pensando che non fossi al corrente delle abitudini dell’amico pennuto. Vorrei dire a chi è giustamente preoccupato per il fratino che anche io lo sono ...JOVABEACH arriverà sempre DOPO che il fratino ha nidificato e abbandonato la zona (come sapete bene gli uccelli seguono calendari biologici di grande precisione)" 

Questo lo scriveva un Lorenzo Jovanotti in versione di ornitologo, in un POST sulla sua pagina Instagram, che non era affatto una spontanea concessione all'esistenza del "Beep Beep" delle spiagge, ma di fatto una risposta alla prima lettera della LIPU, allarmata per la recentissima notizia di un Tour sulle spiagge. 

"Le zone anche dopo la nidificazione e l’abbandono stagionale dell’uccello" proseguiva "saranno isolate nei punti sensibili. È importante che io scriva qui di nuovo che a monte del progetto JOVABEACH c’è la volontà di renderlo compatibile con gli equilibri ambientali, anzi di più".

Era il 10 dicembre 2018 e, anche se non avevamo ancora incominciato a vedere le immagini di devastazione cui oramai il JBP ci ha abituati, eravamo tutti preoccupati, cercavamo di capire cosa stesse succedendo, e soprattutto come avesse potuto fare il WWF ad appoggiare un simile mega evento sulle spiagge di tutta Italia. Da un rapidissimo esame delle date del Tour risultava del tutto evidente che i concerti avrebbero interferito, in termini di luoghi e di tempi, con la nidificazione del fratino. E infatti, solo pochi giorni prima del concerto di Rimini, 10 luglio, si schiusero due nidi nell'area del concerto. Dei 5 pulli nell'area, uno scomparve il giorno stesso del concerto, e per difendere gli altri quattro fu necessario allestire una "no-fly zone" come ho raccontato nel post "THE SHOWWF MUST GO ON". 

In quel folle 2019 l'ultima schiusa nazionale di uova di fratino avvenne il 28 luglio a Ostuni. Per dire di quanto tarde possano essere le nidificazioni, che coprono per intero la stagione estiva, considerando anche la fase di svezzamento dei pulli. Una ultima e definitiva prova di quanto un tour sulle spiagge fosse ed è incompatibile con i tempi di nidificazione del fratino, e non solo. Intitolai quel post "UOVA BEACH PARTY". Quel fratino, chiamato Scirocco, riuscì ad involarsi dai lidi pugliesi solo il 6 settembre, guarda caso la stessa data dell'ultimo concerto sulle spiagge (un ulteriore segno degli eventi, da leggere e meditare, per chiunque abbia un pizzico di volontà e materia grigia da impiegarvi). Lo ha ricordato in un recente post Enzo Suma, padre adottivo del fratino con un POST corredato dalla foto qui in basso.


Scirocco a Ostuni. Foto di Enzo Suma


Oggi è il compleanno di Scirocco il fratino nato il 28 luglio del 2019 dopo un lungo presidio sulla costa ostunese. Com'è che diceva Jovanotti? Che a luglio i fratini sono già andati via? I piccoletti nati a luglio dovranno ancora crescere per un mesetto prima di poter essere in grado di volare. Oggi Scirocco fa 3 anni e speriamo che se la passi bene. Sicuramente lui non sarà presente a Barletta e nemmeno in tutte quelle località dove si è proceduto a spianare le spiagge per organizzare il più grande greenwashing dopo il bing bang, dove ci sarà una invasione di massa dell'ambiente naturale.

In quest'altrettanto folle 2022, a ricordare che la spiaggia è principalmente degli esseri viventi per la quale essa è "habitat", ci ha pensato invece una coppia di fratini che ha nidificato sull'altra sponda della penisola, proprio davanti a Torre Flavia, a solo poche centinaia di metri dal lido di Campo di Mare. Ovvero, a sole poche centinaia di metri da dove è stato eretto il megapalco. Un altro segnale chiaro, per chi ha orecchie disposte all'ascolto. Quando ho fatto il mio sopralluogo l'8 luglio, per documentare la presenza di piante dunali, ancora spazzate via dalle ruspe, i fratini erano nel pieno della cova. Le uova si sono schiuse il 30 luglio. Ancora più tardi che nel 2019. Un momento di enorme gratificazione ed emozione per tutti i volontari che si sono avvicendati nella sorveglianza del nido, ai quali va la nostra gratitudine! Ne sono nati Queen e King. Quella che vedete in alto è Queen, nella foto scattata da Claudia Assi, la prima a sgusciare fuori. Con la mamma sopra, dentro una gabbietta protettiva, con una pigna ad "ammobiliare" il nido. 

Sono loro il vero grande evento del tratto di spiaggia tra Ladispoli e Cerveteri, per chi ha occhi e cuore per vedere. Un richiamo ad accogliere la vita sulle nostre spiagge, proteggerla, meravigliarsene. Lontani dalle folle, nella vera esperienza della natura, non quella pompata dalle luci stroboscopiche e dagli amplificatori. Ecco il vero evento delle spiagge italiane. Ecco il nostro Uova Beach Party!

I concerti 2022 dell'usurpatore al trono Jovanotti hanno avuto luogo il 23 e 24 luglio. Ovvero, una settimana PRIMA della schiusa. Eppure ancora, senza la minima intenzione di chiedere scusa per le previsioni fallite, come un disco incantato Maurizio Salvadori va raccontando nelle sue interviste (QUI): "Circa il fratino nessuno sa che le uova si schiudono a maggio e dopo il 27 luglio i fratini volano altrove. Tant’è che a Rimini nel 2019, dopo aver raccolto vari pareri di esperti ornitologi, abbiamo anche spostato per precauzione la data ai primi di agosto".

Il 23 luglio, a fine concerto, centinaia di persone sono defluite verso l'arenile del Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, in direzione sud, verso il nido. Sostando anche a bivaccare nell'area protetta,  in barba al Piano di Sicurezza predisposto per la tutela della riserva naturale, che prevedeva la chiusura dell'accesso. Ne ha scritto in QUESTO ARTICOLO Ortica web. Cosa sarebbe successo se tutte quelle persone fossero andate a calpestare le uova? Cosa sarebbe successo se avessimo avuto la schiusa solo qualche giorno prima? Grazie ai volontari non è successo nulla, ma non è giusto che siano sempre e solo loro a doverci mettere le pezze. 

"JOVABEACH arriverà sempre DOPO che il fratino ha nidificato e abbandonato la zona". Ripetiamo:  "JOVABEACH arriverà sempre DOPO che il fratino ha nidificato e abbandonato la zona". E se fosse accaduto il contrario, beh.. sarà stata la natura a sbagliarsi, no?!


Queen a Torre Flavia. Foto di Claudia Assi



 

Quest'anno il concerto a Campo di Mare, adia

https://achijovabeachtour.blogspot.com/2019/07/uova-beach-party.html

Quest'anno la notiz

Nel 2019 




Lui è il fratino, un uccello che nidifica in alcune aree della nostra costa. È una specie protetta. Qualcuno mi ha segnalato in questi giorni la sua esistenza pensando che non fossi al corrente delle abitudini dell’amico pennuto. Vorrei dire a chi è giustamente preoccupato per il fratino che anche io lo sono e nelle settimane in cui @tridentmusicofficial ha definito le spiagge dove ci sarà i#jovabeachparty si sono incontrati con LIPU (lega Italia protezione uccelli) e continueranno a stare in contatto e #JOVABEACH arriverà sempre dopo che il fratino ha nidificato e abbandonato la zona (come sapete bene gli uccelli seguono calendari biologici di grande precisione). Le zone anche dopo la nidificazione e l’abbandono stagionale dell’uccelli saranno isolate nei punti sensibili. È importante che io scriva qui di nuovo che a monte del progetto #JOVABEACH c’è la volontà di renderlo compatibile con gli equilibri ambientali, anzi di più. Grazie al lavoro insieme a @wwfitalia l’intenzione è quella di dare vita a una festa che sia anche un modo per sperimentare una via innovativa per vivere gli spazi. Tutto sarà fatto per esplorare la possibilità di unire la festa vera a una visione del futuro . Senza nessun tono eroico o altro credo solo che #jovabeachparty possa essere una vera figata solo se progettato tenendo conto di questi aspetti fondamentali senza i quali oggi è impensabile il presente, e il futuro al quale poter aspirare. Ciao a tutti!

miércoles, 27 de julio de 2022

FERMO! LA DISTRUZIONE AVANZA...




Foto ed elaborazione grafica di Franco Sacchetti


La distruzione avanza inesorabile. La campagna di guerra di Jovanotti contro la naturalità delle coste italiane inghiotte una spiaggia dopo l'altra. Non c'é appello al buon senso, richiamo al rispetto delle normative a tutela della biodiversità che tenga! Nella foto la spiaggia di Casabianca al 28 maggio, giorno della manifestazione pubblica "Sì Fratino, No Party". Sotto la spiaggia al 27 luglio dopo il passaggio delle ruspe per preparare l'area al Jova Beach. Un FERMO immagine della follia in atto. Chiunque abbia la consapevolezza  che le spiagge sono un ambiente vivo, non può che vedere morte e distruzione in queste fotografie. Eppure sono la perfetta sovrapposizione di quelle del 2019. Una scena già vista, che incredibilmente si ripete. Sulla spiaggia di Casabianca si consuma l'episodio più vergognoso e inaccettabile dell'intero Tour. 

Qui in basso il comunicato stampa integrale del TAG Costa Mare. Vi prego di leggerlo con attenzione per comprendere fino a che livello di indecenza e dissociazione possano spingersi gli amministratori, e quanto sia forte evidentemente negli stessi la generale percezione di impunità legata all'operazione JBP, se preferiscono rischiare conseguenze penali, smantellando ambienti protetti dalla Direttiva Habitat, e rinaturalizzati con fondi pubblici, pur di avere ancora Jovanotti sulla loro spiaggia, la "divinità del greenwashing" alla quale sacrificare piante e animali, per una vetrina effimera su un palcoscenico- la spiaggia- sempre più a rischio erosione.




Foto di Gabriele Tarsetti



Fermo 27 luglio 2022
CONFERENZA STAMPA
Oggetto: “Jova Beach Party“, 5 e 6 agosto 2022 a Lido di Fermo
A Fermo la vicenda del "Jova Beach Party" ha assunto contorni surreali.


Questa la storia in sintesi:
Il 16 dicembre 2017 si costituisce a Porto San Giorgio (Fm) un Comitato tra le maggiori Associazioni di Protezione Ambientale di interesse nazionale, presenti nelle Marche, dal nome “Torri a Guardia della Costa e del Mare Adriatico“, più conosciuto con l’acronimo “TAG Costa Mare“. Si tratta di un coordinamento tra Italia Nosta, FIAB, Legambiente, LIPU, MareVivo, Marche Rifiuti Zero, Ornitologi Marchigiani, Slow Food, Società Operaia “Garibaldi” e WWF, oltre a tanti nominativi singoli di eserti e luminari, volto promuovere la istituzione di siti Natura 2000 costieri e marini lungo la costa marchigiana.
Il TAG Costa Mare elabora, con l'aiuto volontario degli esperti che aderiscono, vari progetti per la individuazione dei siti di maggiore interesse su differenti comuni. Alcuni dei progetti sono reperibili sul sito web della Legambiente Marche QUI.
Il progetto per Fermo si chiama "Litorale Fermo 2020" e nel 2018 viene presentato in una Conferenza Stampa tenutasi a Fermo alla presenza di Sindaco ed Assessori competenti. L'entusiasmo per il progetto fu evidenziato anche nei giorni successivi con varie uscite sulla stampa.






Nei primi mesi del 2019 inizia a circolare la notizia che per un evento promosso dal cantante Jovanotti, che si sarebbe svolto sulle spiagge con temi in difesa dell'ambiente, e che il Comune di Fermo aveva espresso l'interesse ad ospitare l'evento. Il TAG Costa Mare si muove rapidamente per evitare che gli unici spazi liberi lungo la costa fossero interessati da un evento che si preannunciava assolutamente incompatibile con i progetti di tutela appena presentati.
Il Comune di Fermo, insieme alla Trident Music srl organizzatrice dell'evento, dopo aver fatto credere anche al WWF, che aveva scelto di supportare la manifestazione, che si sarebbe svolta in un luogo non delicato da un punto di vista naturalistico, delibera l'affidamento proprio dell'area di Casabianca per lo svolgimento dell'evento.
Il 21 luglio 2019 le ruspe entrano sulla spiaggia di Casabianca, Area di tutela del Fratino, dove era vietato, per ordinanza dello stesso Sindaco, persino il normale calpestio, e spianano completamente le dune embrionali presenti livellando il piano dell'arenile per la preparazione del concerto. Tutta la vegetazione dunale viene completamente distrutta e, il giorno del concerto più di 30mila persone si accalcano su quegli stessi spazi dove qualche giorno prima era interdetto l'accesso.





Nel 2020 il Comune di Fermo, resosi conto di quanto accaduto su quella spiaggia, affida ad un botanico l'incarico di avviare un restauro ambientale dell'area. Il tecnico incaricato, ricercatore dell'Università di Pisa, per poter ricreare l'ecosistema originario, che si potesse il più possibile avvicinare a quello che era andato distrutto, richiede al Comune di Fermo di avviare le pratiche per la traslocazione di piante, talee e semi di specie vegetazionali rare ancora presenti in alcune aree protette in Abruzzo e nelle Marche. Attraverso un complesso iter autorizzativo presso la Regione Marche e l'accordo con i gestori delle aree protette, Riserve Naturali e Biotopi Costieri, che hanno accettato di svolgere il ruolo di donatori di piante protette, si sono reperiti semi e talee di specie rare da traslocare.

Nel 2021, ottenuti tutti i pareri necessari, operai incaricati dal Comune di Fermo con l'aiuto prezioso di alcuni esperti delle stesse aree protette donatrici e delle associazioni ambientaliste locali, che a titolo personale hanno dato il loro apporto come volontari, si è avviata una importante opera di restauro ambientale che avrebbe consentito di sperare in una ripresa negli anni della vegetazione dunale scomparsa.
Nel 2022, anche grazie ai due anni di pandemia che ha comportato varie forme di lockdown, situazione che ha consentito anche una minore frequentazione dei luoghi in ripresa vegetazionale, i primi risultati si sono cominciati a vedere. Nel corso degli anni la spiaggia di Casabianca sarebbe potuta tornare ad essere quello che era prima della distruzione perpetrata dalla prima sciagurata edizione del JBP del 2019.

Ma come se nulla fosse accaduto, il Sindaco di Fermo annuncia che nel 2022 il Jova Beach Party tornerà a Fermo. E sin dall’inizio sembra proprio che la località scelta sia di nuovo la spiaggia di Casabianca.
Quella stessa area cioè destinata inizialmente a divenire sito Natura 2000, distrutta la prima volta dal Jova Beach Party del 2019 e poi oggetto di un importante opera di restauro ambientale-naturalistico.
Con una convocazione urgente del 2-04-2022 il TAG Costa Mare si riunisce in Assemblea e il 29-04-2022 a Porto San Giorgio (FM), alla presenza di tutte le Associazioni facenti parte il Comitato ed altre che si aggiungono, fino a 15 associazioni, si approva una mozione contro lo svolgimento del JBP sulla spiaggia di Casabianca al Lido di Fermo e si chiede la delocalizzazione in struttura adatta ad accogliere tali manifestazioni.
Hanno firmato il documento contro il Jova Beach Party al Lido di Fermo: - Italia Nostra - LEGAMBIENTE Marche - FIAB costa Macerata Fermo - LIPU Marche - MareVivo - Marche Rifiuti Zero - Slow Food Fermano - Società Operaia “G.Garibaldi” - WWF Natura Picena odv - Questione Natura - Gruppo Friday for Future Macerata-Fermo - Ambiente Basso Molise - Comunità Slow Food Cerrano - Stazione Ornitologica Abruzzese - Pro natura Marche

Il 12 maggio 2022 il Sindaco del Comune di Fermo con Ordinanza n.27 rinnova la necessità di porre sotto massima tutela l'area di Casabianca perchè sito di nidificazione del Fratino vietandone l'accesso a piedi e/o con qualunque mezzo e vietando l'accesso ai cani e ad ogni forma di potenziale disturbo fino al 20 luglio 2022.
Il 17 maggio 2022 il Comune di Fermo con la Delibera di Giunta n.164 approva lo svolgimento del Jova Beach Party presso la spiaggia di Casabianca al Lido di Fermo. La disposizione del palco, delle torri e del villaggio distruggeranno di nuovo l'area del Fratino di Casabianca. Le ruspe di nuovo, è previsto che entrino il 21 luglio 2022, il giorno dopo la chiusura della Ordinanza di protezione assoluta.





Riepilogo della documentazione che è stata prodotta nell’ordine cronologico dopo l’approvazione della Mozione:

1. la diffida al Comune di Fermo del 2 maggio 2022, con l’invio della mozione di richiesta di cambio della località (Prot. Comune Fermo n.26608 del 03-05-2022);

2. la delibera della Giunta del Comune di Fermo n.157 del 3 maggio 2022 approva il protocollo di Intesa tra Comune di Fermo e WWF Italia.

3. la delibera della Giunta del Comune di Fermo n.164 del 17-05-2022 con cui si conferma la localizzazione di Casabianca per il JBP ignorando, neanche citando per dare delle motivazioni, la diffida del TAG costa mare.

4. lo spiacevole episodio di diffida da parte dell’ufficio legale del WWF Italia, con nota del 18-05-2022, a questo al TAG costa mare, di cui il WWF è parte, di divieto dell’uso del Logo, che di conseguenza è stato cancellato dalla carta intestata. Anche se senza diffida la medesima richiesta arriva dalla FIAB.

5. la diffida ai dirigenti del Comune di Fermo del 7-07-2022 con cui il TAG ha invitato i dirigenti comunali a non dare seguito all’indirizzo fornito dalla Giunta comunale;

6. l’esposto depositato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale il giorno 8-07-2022 inerente il JBP;

7. il dirigente del settore LLPP, Protezione Civile, Ambiente del Comune di Fermo trasmette al TAG copia della nota (Prot. Comune Fermo n.39439 del 23-06-2022) inviata come riscontro fornito ai Carabinieri Forestali di Ancona e di Fermo che avevano chiesto chiarimenti rispetto alla prima diffida del TAG in cui lo stesso dirigente rassicura che non ci sono danni ambientali.

8. la relazione degli esperti TAG del 17-07-2022 geologi, naturalisti, biologi, pianificatori, esperti in materia, rileva la presenza di danni ambientali a livello di vegetazione, fauna e assetto geomorfologico e sedimentologico.




Il lido di Casabianca alla data del 28 maggio

9. la richiesta di intervento al Ministero della Transizione Ecologica e di parere all’ISPRA inviata da questo Comitato il 18-07-2022, volto a ottenere una definitiva posizione, ragionata sulla base di un parere ISPRA, da parte del Ministero che cura gli interessi ambientali del Paese.

10. l’esposto inviato alla Corte dei Conti il 20-07-2022, inerente sempre il JBP.

11. l’approfondimento del TAG del 22-07-2022 sul rispetto del Comune di Fermo sugli impegni resi nel Protocollo d’Intesa sottoscritto con il WWF Italia.

12. la richiesta motivata al WWF Italia del 24-07-2022, da parte del Tag Costa Mare, con cui si chiede di dissociarsi dalla tappa di Fermo avendo il Comune disatteso gli impegni presi nel Protocollo d’Intesa firmato con la stessa associazione come compensazione e mitigazione degli impatti del JBP di Fermo

Nonostante diffide, esposti, comunicazioni stampa, pressioni di ogni tipo, il Comune di Fermo è andato avanti dritto per la propria strada.


Il lido di Casabianca alla data del 26 luglio


Ieri, 26 luglio 2022, le ruspe sono di nuovo entrate sulla spiaggia di Casabianca distruggendo tutto il lavoro di restauro ambientale avviato e confermando che un evento come il Jova Beach Party è più importante di qualunque norma di tutela, programma di conservazione, progetto di valorizzazione naturalistica possibile. Un evento privato che utilizza il suolo pubblico demaniale a fini commerciali gravando sul patrimonio naturale dell’area.



N.B. Dai loghi delle associazioni facenti parte del TAG Costa Mare è scomparso quello del WWF Natura Picena, sezione che ha annunciato pochi giorni fa il suo scioglimento, in disaccordo con la sede nazionale a causa dei gravi eventi legati al Jova Beach Party, di cui non si può che applaudire coraggio e coerenza.





lunes, 25 de julio de 2022

DALLA CARETTA AI MINIONS, IL PASSO E' BREVE!


Quella che vedete sulla sabbia nella foto di sinistra, in alto, è la classica “buca” prodotta da una C. Caretta che ha appena deposto le uova. Scattata da Salvatore Urso a Bova Marina. Si vedono le tipiche tracce lungo la sabbia, che indicano il percorso della tartaruga marina. Ha deposto le uova, e rapidamente le ha ricoperte con la sabbia, prima di riprendere la via del mare. 

Quella che vedete a destra è invece la buca prodotta dalle ruspe per l'allestimento dei lavori del Jova Beach Party. Lì al limite potrete vedere tracce di pneumatici o cingolati. Anche questa è stata ricoperta in fretta e furia, dopo che un cittadino ha protestato, e per bloccare i lavori -prevenendo ulteriori danni all'arenile- si è coraggiosamente infilato nella buca in attesa della Capitaneria di Porto. (leggi QUI la notizia su Baraonda News) La cosa comica è che l'articolo conclude laconicamente: "nessuna denuncia sarebbe scattata nei confronti della coppia etrusca". E per chi effettua una buca profonda due metri sull'arenile senza autorizzazione, nessuna denuncia?! Che poi, a cosa serviva questa buca? A reperire sabbia per una scultura dei Minions, una minchiata insomma, da annoverare fra le tante immagini spazzatura cui ci ha abituati questo Tour. 




Eppure, la buca al lido di Cerveteri nei giorni scorsi avrebbe potuto essere ben altra, e ne sarebbero nate vere tartarughine, non certo riproduzioni a scala umana dei personaggi di un cartoon. Perché due anni fa, il 3 agosto 2020, una C. Caretta ci provò a fare il nido sulla spiaggia di Campo di Mare. A fare una buca esattamente come quella nella foto a sinistra, da ricoprire immediatamente per proteggere le uova. Fu disturbata dai bagnanti, ansiosi di farsi dei selfie con lei, che non gradì affatto e riprese la via del mare, andando a deporre le sue uova qualche chilometro più a sud, sulla spiaggia di Palo Alto (leggi la notizia QUI su Il Mattino). Siamo oramai così “snaturati” da non riuscire più a rapportarci alle specie animali selvatiche con il dovuto contegno. Successivamente, le uova furono prese e riportate nelle immediate vicinanze del primo sito di approdo, ritenuto più idoneo al loro sviluppo, dentro il perimetro del Monumento Naturale di Torre Flavia. La circostanza -che fu interpretata da qualcuno come un furto di uova- scatenò una polemica fra le amministrazioni di Ladispoli e Cerveteri. Esattamente come avvenne per il primo concerto di Jovanotti, i due sindaci se le contesero, come se la C. Caretta fosse un personaggio famoso da utilizzare per promuovere l'immagine turistica del proprio comune. D'altronde si trattava di un avvenimento eccezionale, erano 50 anni che una tartaruga non deponeva sul litorale a nord di Roma.


Ciò che rimane della scultura dei Minions, e della spiaggia di Campo di Mare, dopo il concerto

(foto di Silvia Filippi)


Le femmine di C.Caretta impiegano circa 20 anni per diventare fertili e quindi deporre le prime uova. Dopodiché lo fanno con regolarità per tutta la loro vita, con una cadenza di 2-3 anni. Non bisogna essere dei matematici per capire che quella stessa tartaruga che era approdata a Campo di Mare nel 2020, nei giorni scorsi, due anni dopo, avrebbe potuto trovarsi nel tratto di mare antistante il Lungomare degli Etruschi, alla ricerca di un approdo. Magari nottetempo, stavolta, per evitare i cacciatori di selfie. Se sia stato così, non lo sapremo mai. Di certo nessuna tartaruga marina avrebbe mai potuto solo pensare di avvicinarsi alla spiaggia durante il Jova Beach Party. Troppo evidente e forte il disturbo fin dalle fasi di preparazione del concerto, con ruspe, trattori e tir impegnati nella loro opera di livellamento dell'arenile, e allestimento del megapalco. Mentre il sindaco, che tanto si era speso nel 2020 per il nido di quella tartaruga, emettendo addirittura un'ordinanza di divieto d'accesso all'arenile, era troppo impegnato a servire dei cocktail all'organizzatore del JBP -Alessandro Esposito- nella spiaggia dei disabili, per ascoltare il richiamo della natura. Quest'anno l'ordinanza di divieto di accesso -estesa anche agli stessi disabili beninteso- era riservata al concerto di Jovanotti. 

Per gli amministratori, su una spiaggia dove approda una C.Caretta, di fianco a una riserva naturale, è possibile anche fare anche un megaevento come il JBP. Non ci vedono contraddizione. Tanto, sempre e solo di promozione del proprio territorio si tratta. Non capiscono che per amministrare una comunità, che è anche una comunità di esseri viventi "biodiversi" bisogna un bel giorno fare una scelta. E la stessa diversità che hanno riconosciuto, realizzando una spiaggia per i diversamente abili, avrebbe potuto essere riconosciuta per le tartarughe, in cerca di una spiaggia per il proprio nido. 

Ma niente da fare, se la spiaggia è stata negata ai primi, durante il JBP, figuriamoci alle eventuali tartarughe! La Natura ci ha provato a dare un messaggio, un'opportunità di riflessione -lo ha affidato a una speciale "buca" per le lettere- e loro non l'hanno colta. E semmai la C.Caretta fosse passata, ora sarà lontana, lontana anni luce da una folla con i piedi sulla sabbia e la testa nel Jovaverso, stordita dalla "giusta potenza di watt" nell'afa di una spiaggia stravolta. Certe cose richiedono presenza, attesa, silenzio, certi eventi non sono megaeventi, ma sono mille volte più importanti. 



La C. Caretta approda sulla spiaggia di campo di Mare...

Roccella Jonica, altra tappa del Tour. La natura, a inizio stagione, imbuca un altro messaggio. Il primo nido della stagione in Calabria viene scoperto proprio a Roccella Jonica. Giusto lì dove, nonostante i danni del 2019, verrà replicato il concerto. Come se la C.Caretta ammonisse, è un mio sito di riproduzione, rispettatelo! E chi dovrebbe farlo se non il WWF Calabria, che opera in quel tratto di costa calabrese? Ma il WWF Calabria, figuriamoci quello nazionale, non ascolta! Nonostante a inizio stagione avesse diffuso un appello per proteggere e spiagge delle tartarughe e del fratino, che recitava esattamente così:

il successo o meno della riproduzione dipende dunque da diversi fattori, specialmente quelli legati alla presenza e alle attività dell’uomo nel periodo estivo. Primo fra tutti l’uso di mezzi meccanici, quali ruspe, trattori ecc.  per la “pulizia delle spiagge” che, oltre a impedire di fatto la ricerca delle caratteristiche tracce e l’individuazione del nido per la sua messa in sicurezza, rischia seriamente di distruggere lo stesso nido compromettendo così la sopravvivenza della specie in futuro. Ma le spiagge sono l’habitat prescelto per la nidificazione anche di due specie di piccoli uccelli, il Fratino e il Corriere piccolo, che, al pari della tartaruga, sono minacciati dalle stesse attività che stravolgono le spiagge all’inizio della stagione balneare e, con esse, la straordinaria flora mediterranea propria degli ambienti sabbiosi, a cominciare dal raro Giglio di mare”

invita pertanto tutti gli operatori del settore turistico-balneare a rispettare alcune semplici norme per consentire la sopravvivenza di tre specie di animali che hanno bisogno solo di un tratto di spiaggia per vivere e riprodursi. Il WWF consiglia di procedere manualmente e con l’uso di rastrelli alla pulizia delle spiagge, prestando attenzione alla eventuale presenza delle caratteristiche tracce che il rettile marino lascia sulla sabbia prima e dopo la deposizione delle uova e al nido di fratino, con le uova mimetiche deposte direttamente sulla sabbia.

E quindi, spiegatemi, come si fa a portare trattori, ruspe, tir, e decine di migliaia di persone in un comune dove nidifica la Caretta con una certa regolarità, e contemporaneamente sostenere che non ci sono rischi? Sorvolando sul fatto che nel 2019 sulla spiaggia di Roccella Jonica ci avesse nidificato pure il Corriere piccolo, già quell'anno feci un report sulla situazione calabrese intitolata “In Calabria il WWF tira la sua caretta” -che vi invito caldamente a leggere- nel quale illustravo con dovizia di dettagli perché la posizione del WWF Calabria fosse insopportabilmente ipocrita nell'asserire che non ci fossero nidi nell'area del concerto. 

Per riassumere in dati la vicenda, alla data dell'11 agosto 2019, dei 31 nidi stagionali rinvenuti, 25 ricadevano nei 40 chilometri di costa pattugliati da Caretta Calabria Conservation. Solo 6 erano stati rinvenuti in tutto il resto della Calabria, -circa 740 km- di competenza del WWF, ma sempre su segnalazione di persone terze, ovvero non rinvenuti direttamente dall'associazione. Caretta Calabria Conservation invece ha individuato autonomamente tutti i nidi, facendo ricerca attiva, con l'aiuto di fat-bike e droni. E i risultati si vedono. Quindi, come si fa a dire che non ci sono nidi, se non si sono di fatto cercati?

Sempre nel 2019 vi fu un esposto congiunto di Legambiente Calabria, Lipu, Altura, StorCal e Caretta Calabria Conservation al fine di chiedere di annullare la tappa del tour o spostarla dopo fine agosto, in modo che non interferisse con il ciclo di riproduzione delle tartarughe marine. Vi si legge che proprio a causa dell'assenza di monitoraggi effettuati all'inizio della stagione riproduttiva di entrambe le specie, per il principio di precauzione, non potendo escludere la presenza di nidi nell'area considerata, si deve ritenere l'impatto dell'evento potenzialmente invasivo, anche in considerazione del fatto che la data scelta, il 10 agosto, rappresenta in assoluto il periodo in cui si effettua la maggior parte delle schiuse di uova di C. Caretta.



...si rende conto che c'è troppa confusione...

Nel 2022, abbiamo già avuto un nido a Roccella, al confine con Marina Gioiosa, e ben due nidi nel 2021, sempre a sud della "spiaggia di Jovanotti". Sappiamo che una femmina che ha deposto il suo primo nido, può deporre i successivi due-tre nel raggio di alcuni chilometri. Chi ci garantisce che non abbia nidificato anche nel sito prescelto per il concerto? Per saperlo bisogna cercare il nido per tempo, fare ricerca attiva! Perché se un nido non viene individuato subito, le tracce che possono rivelarcelo rapidamente scompaiono, per l'azione del vento, e del calpestio. 

E nido o meno, è forse educativo permettere di realizzare un concerto di quella portata e poi venirsene con le rituali raccomandazioni di inizio stagione per la tutela delle tartarughe? E questo si chiamerebbe tutelare la C.Caretta? No, questo significa semplicemente essere opportunisti come il sindaco Pascucci, e se dal primo te lo puoi aspettare, dal WWF non lo puoi accettare! Simili atteggiamenti omertosi, per coprire le malefatte di un Tour così impattante, non fanno che portare danno a chi, nella stessa associazione, invece ce la mette tutta per le tartarughe, i fratini e la biodiversità in generale. 

Fra luci e ombre dell'associazione, per fare un esempio, quest'anno sono sceso in Puglia per presentare i miei libri, e ho avuto la fortuna di conoscere l'attività del CRAS di Molfetta, Centro Recupero Tartarughe gestito da Pasquale Salvemini. Fare recupero e ricerca attiva sono due mestieri concorrenti alla tutela dello stesso animale, ma ben diversi. Nel tratto adriatico della costa pugliese si verificano rarissime nidificazioni, ma sono continui gli spiaggiamenti di tartarughe. E Pasquale, con il suo Centro -grazie a un accordo con i pescatori che gli restituiscono le tartarughe impigliate nelle reti- riesce a recuperarne 4-500 l'anno. Una cifra straordinaria, che richiede un impegno straordinario! Si tratta di una realtà virtuosa, sotto la sigla WWF, che merita solo elogi. Altrettanto purtroppo non si può dire della sezione Calabrese, che pure opera per le stesse tartarughe. 


...e se ne torna in mare verso Palo Alto...

Le foto della C.Caretta a Campo di Mare sono tratte dall'articolo:  https://www.romatoday.it/green/uova-tartaruga-caretta-caretta-campo-mare.html