viernes, 9 de septiembre de 2022

INTERROGAZIONE SUL JOVA BEACH PARTY IN SENATO



 Legislatura 18ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-07410

Atto n. 4-07410

Pubblicato il 7 settembre 2022, nella seduta n. 463

CORRADO MargheritaANGRISANI LuisaGRANATO Bianca LauraLANNUTTI - Ai Ministri della cultura, della transizione ecologica e delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. -

Premesso che:

nel 2019 le coste italiane sono state interessate dal tour di spettacoli denominati "Jova Beach Party" (con ben tredici tappe), e tali tour, dopo il fermo del lockdown, sono ripresi nel 2022 (con dodici tappe, di cui nove doppie, per un totale di ben ventun giornate);

già nel 2019 si erano levate numerose critiche per l’impatto ambientale e paesaggistico del tour, per la realizzazione del quale sono stati previsti manomissione di ambienti naturali, spianamenti di dune, rimozione di piante pioniere, disturbo e danneggiamento di specie nidificanti, impatti acustici, luminosi, rilascio di plastiche inquinanti non sempre rimosse, grazie all’occupazione di svariati ettari di arenile a fronte di canoni di concessione irrisori e di valutazioni dell’incidenza ambientale sui siti prossimi Rete Natura 2000, che hanno lasciato molti dubbi circa la loro effettiva compatibilità;

considerato che:

nonostante questo, il tour è stato ripetuto nel 2022, e quanto rilevato nel 2019 ha nuovamente avuto luogo, con l’appoggio di associazioni cosiddette a favore dell’ambiente come il WWF e la FIAB, e nonostante gli spettacoli prevedessero ancora l’interessamento di siti ad altissima naturalità o a potenziale sviluppo di naturalità e ricchissimi di biodiversità, quali sono gli ambiti costieri, e quali sono gli apparati dunali, la cui esistenza appare sempre più rilevante in ordine alla tutela del paesaggio costiero italiano ormai largamente antropizzato, della tutela del territorio, dell’ambiente e della biodiversità, in quanto protezione contro l’ingressione marina, la risalita del cuneo salino, l’erosione, l’innalzamento dei mari dovuto ai cambiamenti climatici;

il tour si è svolto, quindi in ambiti per loro natura fragilissimi, e stavolta con il raddoppio in nove dei tredici siti della pressione antropica con ingressi previsti di quasi 80.000 persone complessive;

nel 2021 il Ministero delle infrastrutture, attraverso il Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto - Guardia costiera avvertiva tutte le Direzioni marittime con la comunicazione del 15 aprile, avente per oggetto: “Attività di vigilanza e controllo a favore della conservazione della biodiversità e del patrimonio naturalistico” dove si legge: “… Se da un lato appare necessario garantire l'esercizio delle predette attività [balneari e diportistiche] e l'adozione delle misure di ripristino e sistemazione della fascia costiera atte a consentire una regolare e corretta fruizione del litorale, dall'altra risulta altrettanto fondamentale prevenire tutte quelle attività in grado di incidere negativamente sulla conservazione della biodiversità e da recare danno al patrimonio naturale. Ciò premesso, si chiede a codesti Comandi di voler svolgere opere di sensibilizzazione nei confronti di tutti gli operatori locali ai fini dell'adozione di adeguate misure di cautela atte a prevenire ogni possibile attività tale da mettere in pericolo l'ambiente marino, le specie protette ai rispettivi habitat, in base alle vigenti direttive unionali, anche in collaborazione con le amministrazioni locali e le associazioni ambientaliste. Particolare riguardo dovrà essere rivolto alle zone sensibili e sottoposte a vincoli naturali e paesaggistici, nonché alle aree ricompresi nei siti di interesse comunitario (SIC), che nelle zone di protezione speciale (ZPS) di Rete Natura 2000”;

nel 2022 il Ministero della transizione ecologica, attraverso la Direzione generale Patrimonio naturalistico e mare, Divisione III - Strategie della Biodiversità indirizzava alle Regioni costiere rivierasche la comunicazione del 30 maggio, avente per oggetto: “Segnalazione possibili impatti ambientali correlati allo svolgimento di eventi sugli arenili - Jova beach party tour 2022”, in cui si legge: “Si fa riferimento alle diverse segnalazioni pervenute sul tema in oggetto riguardanti i possibili impatti ambientali connessi allo svolgimento della varie tappe del Jova Beach Party 2022, nonché delle ulteriori iniziative che interessano gli arenili sabbiosi delle coste italiane";

le segnalazioni fanno riferimento al livellamento di zone dunali e delle spiagge con mezzi meccanici, alla compromissione delle fasce retrodunale, alla eradicazione della vegetazione psammofila, alla realizzazione di aree di parcheggio o sosta per lo svolgimento degli eventi, all’abbandono di rifiuti, nonché, prioritariamente, al disturbo in fase di nidificazione ed alla possibile distruzione di nidi di specie tutelate quale ad esempio il Fratino (Charadrius alexandrinus) e la tartaruga Caretta Caretta;

al riguardo, come è noto, si ricorda che la gestione e conservazione della specie è affidata al livello regionale. La legge n. 157 del 1992, all'articolo 21, comma 1, lettera o), vieta di disturbare, danneggiare, distruggere, prendere e detenere uova, nidi e piccoli nati di mammiferi ed uccelli;

considerato inoltre che:

com’è noto, le dune e la vegetazione dunale (appartenente o meno ad habitat a forte rischio di sparizione), sono in maniera oggettiva elementi che caratterizzano e segnano il paesaggio costiero, in quanto elementi di naturalità di immediata percezione visiva. Interventi di livellamento con completa distruzione della vegetazione comportano oggettivamente sia l’alterazione della percezione del bene sottoposto a tutela paesaggistica, sia un impatto in alcun modo non ripristinabile, se non dopo anni, per quel che riguarda le specie perenni;

ad esempio di quanto avvenuto in tutta Italia si prenda lo spianamento avvenuto sulla spiaggia del “Natura Village” di Roccella Jonica (Reggio Calabria), su una costa come è noto tra le più importanti d’Italia per la deposizione delle uova della tartaruga Caretta Caretta; spianamento reiterato, ad una prima stima, di ben quasi sei ettari di arenile e relative dune dopo quello già intollerabile del 2019, con impressionanti sbancamenti di sabbia che hanno comportato un dislivello di quasi un metro tra zona spianata e zona rimasta intatta, e conseguente distruzione di vegetazione tra cui, pare documentato, il giglio di mare (Pancratium maritimum) fiore raro che trova il suo habitat naturale sulle dune a ridosso della spiaggia particolarmente protetto in Calabria (legge regionale n. 47 del 7 dicembre 2009),

si chiede di sapere:

in che modo, secondo quali autorizzazioni e per quali motivi di interesse pubblico sia stato possibile acconsentire alla modifica sostanziale dei luoghi costieri interessati dal "Jova Beach Party", luoghi che avranno modo eventualmente di ripristinarsi solo dopo lungo tempo e solo se lasciati indisturbati, e non certo con una nuova ondata di eventi (Jova Tour o altri) che le amministrazioni locali pare abbiano già auspicato ed annunciato di modo da aver manomesso o distrutto specie protette dalle direttive europee, dalle vigenti leggi nazionali e regionali;

se il Ministero della cultura abbia vigilato su quanto eventualmente autorizzato o omesso dalle locali Soprintendenze;

se e in che modo il Ministero della transizione ecologica abbia vigilato che quanto espresso nella comunicazione del 30 maggio 2022 di cui alle premesse sia stato posto in opera dalle Regioni;

se e in che modo il Ministero delle infrastrutture abbia vigilato sulla tutela degli ambiti costieri come auspicato nella comunicazione del 15 aprile 2021 e come previsto nei compiti del Corpo delle capitanerie di porto.




Il comunicato del Ministero delle Infrastrutture a tutte le Direzioni Marittime, citato nell'interrogazione

domingo, 4 de septiembre de 2022

RIPARTIAMO I SOLDI E RI-PARTY-AMO

 



Molti si chiedono ancora: “Ma perché mai Jovanotti ha scelto di fare i concerti proprio sulle spiagge?” La risposta è semplice: “Per fare soldi no?!”. Lui stesso l'ha definita l'idea migliore della sua vita, e in effetti, come dargli torto? Si è trattato di un colpo di genio: il ragazzo fortunato ha ottenuto le spiagge gratis, o quasi, mentre un codazzo di "fashion victim" in poltrona da sindaco impegnava centinaia di migliaia di soldi pubblici per i lavori necessari ad adeguare i luoghi (piallare spiagge, tagliare aberi, tombare fossi, spostare attività etc.) e fare spazio a quel villaggio commerciale che Jovanotti aveva l'ardire di paragonare (fatevi pure una risata) alle Città invisibili di Calvino. Un'idea geniale, che una spolveratina “green”, ben sorretta da una poderosa azione di marketing, poteva addirittura far risultare come un'azione altamente meritoria. Essenzialmente l'equivalente del dipingere di verde un oleodotto nella foresta amazzonica, per sostenere che se ne è ridotto l'impatto ambientale. 

Per fare un esempio in soldoni, il canone di affitto demaniale della spiaggia del Muraglione di Viareggio, chiusa per oltre un mese nel 2019, è stato di solo 3.495€! Nel frattempo tutti i poveri cristi che la frequentavano si sono visti requisire la propria spiaggia. Non a caso, poco prima del concerto, erano apparse sui muri del porto di Viareggio scritte sarcastiche del tipo: “Ma quale Nuova Era, da sempre i Massoni ci prendono le spiagge. Jova Go Home!”.

 



Vi lascio immaginare quanto avrebbero pagato se avessero affittato uno stadio per l'equivalente degli stessi giorni. Per fare un esempio significativo (leggi QUI) l'affitto del San Paolo di Napoli richiede il 10% dell'incasso, con la stipula obbligatoria di una polizza da un milione di euro. E si tratta di tariffe del 2017, che vanno aggiornate al rialzo. 

Nel 2022 il raddoppio delle date del Jova Beach Party, non ha avuto altro fine se non di ottimizzare gli investimenti, permettendo di raddoppiare in alcuni casi gli incassi, mantenendo fissi i costi di allestimento. Allo stesso modo, tornare negli stessi luoghi ha permesso di riutilizzare tutta la documentazione tecnica (ad esempio alcune V.Inc.A) già acquisita nel 2019, potendo contare al tempo stesso su amministrazioni dal servilismo già ben rodato. Un calcolo del proprio tornaconto economico che ha del cinico, se si pensa che in cambio l'impatto ambientale si è amplificato, poiché si è andato a fare di nuovo danno in ambiti naturalistici nei quali la ripresa vegetazionale era ancora in corso -il caso di Fermo è eclatante!- aumentando pure il carico antropico del concerto stesso, spalmato su due date.

I biglietti per il concerto costano dai 65 ai 345 euro, quindi due concerti consecutivi, con una capienza complessiva media di 50.000 persone (per tenerci bassi) possono rendere come minimo 4 milioni di euro, solo di incasso netto, senza contare tutto l'indotto del villaggio con le consumazioni, o gli acquisti di tutti i gadget legati all'evento. Capirete che, applicando i parametri non aggiornati dello stadio San Paolo, pagherebbero almeno 400.000 euro di affitto. Invece nel 2022 "per la prima tappa del tour a Lignano Sabbiadoro la Fvg Live srl, che l’ha organizzata, ha pagato al comune 3.260 euro. A Barletta la Trident ha pagato 2.698 euro" chiarisce Sara Gainsforth nel suo ottimo articolo "I costi sociali del Jova Beach Party". Ci potete credere? Non vi sembra una indicibile vergogna?!

Se fossero stati davvero onesti, avrebbero proposto una compensazione economica, in forma di donazione alla collettività, invece al contrario hanno sottoscritto accordi coi Comuni pretendendo un impegno economico finalizzato alla prestazione di servizi necessari allo svolgimento dei concerti, primo fra tutti il livellamento delle spiagge e l'allestimento di adeguate aree di parcheggio. Quindi, non solo non pagano praticamente un affitto, ma si fanno pure pagare i servizi di allestimento e gestione di uno spazio evidentemente non appropriato! Il Comune di Viareggio quest'anno ha destinato per l'evento 270.000€! 

Ostaggi di Jovanotti, i residenti devono inoltre sottostare al possesso di uno speciale PASS per dimostrare il loro diritto di rientrare a casa, negli orari consentiti, non potendo inoltre più accedere a molte aree di parcheggio.  A Cerveteri persino i disabili hanno perso la loro spiaggia, trasformata nel quartier generale di Jovanotti (leggere QUI per credere). A Vasto i bambini hanno perso l'accesso alla loro area giochi, mentre delle folli ordinanze sindacali che vietano il consumo la vendita per asporto di qualsiasi tipo di bevanda e alimenti in bottiglia o in contenitori di vetro, e alcolici superiori agli 11 gradi, sommandosi al blocco della circolazione, aumentano l'effetto "buco nero" del villaggio di Jovanotti: una sorta di zona franca, nella quale i titolari degli stand commerciali non pagano neanche al Comune l'affitto dello spazio, come invece a Viareggio devono fare invece le Onlus locali, che hanno legittimamente protestato (leggi QUI). Tutto questo perché qualcuno ha avuto l'idea migliore della sua vita -ovvero fare concerti in spiaggia- e nonostante tutte le proteste, appare ben determinato a continuare. Siamo di fronte alla rappresentazione più spettacolare -nella sua frivolezza- del sacrificio dell'interesse collettivo a favore di interessi privati, Trident&Jova con grande faccia tosta socializzano i costi e massimizzano gli introiti. Un colpo di genio, non c'è che dire, tanto di cappello (dei Minions)





Rispetto all'edizione 2019, la combriccola del JBP, oltre a ottimizzare i suoi investimenti col raddoppio date, ha inteso perfezionare pure il meccanismo della (green)washing machine. Già nel precedente Tour, lembi di spiaggia sporca -erbacce e fastidiosa biodiversità, spiegazzati da inutili dune- venivano messi dentro la lavatrice, centrifugati, stirati, e lasciati più puliti, quindi migliori di prima. Un ambizioso obiettivo "naturalistico" raggiunto grazie alla guida da presidente WWF di Donatella Bianchi, che non a caso aveva cominciato la sua carriera prestando la propria ugola per la canzone del detersivo Mira Lanza “Mira mira l'olandesina” (Leggere QUI per credere). Addirittura, con ammirevole senso civico, i "Beach Angels" ripulivano la spiaggia dei rifiuti prodotti dal concerto stesso! e Jovanotti se ne vantava. A dire il vero, neanche riuscivano a farlo molto bene, dato che ad ogni tappa, saltavano fuori rifiuti di tutti i tipi nel post-concerto, tra la battigia e i marciapiedi. Ma d'altronde, come chiedergli di più, poveri ragazzi? Venivano pagati con due panini e una bibita! (Leggere QUI per credere ).




Benché si potesse definire davvero “encomiabile” tutto questo, era ancora troppo poco! Bisognava inventarsi qualcosa per controbattere alle crescenti critiche: nonostante la foglia di fico del WWF, ripulire la propria sporcizia e lanciare qualche messaggio di sensibilizzazione dal palco, non sembrava quest'azione così degna di merito, dopo aver devastato la biodiversità di intere spiagge! Bisognava dunque riguadagnare terreno e credibilità anche negli ambienti ecologisti, quindi mettere mano alle fogne di Nuova Delhi per risanarle, allargando il proprio raggio d'azione oltre le spiagge del Tour, per compensarne i danni ambientali con azioni di grande risonanza mediatica. Bisognava insomma fare della tutela della natura il più grande spettacolo dopo il Big Bang: per questo i dirigenti del WWF hanno concepito Ri-party-AMO, spacciata come “la più grande mobilitazione nazionale per la tutela e la salvaguardia del nostro territorio”. Una grande illusione ottica a corredo del secondo Jova Beach Party, un vero AMO messo lì per fare abboccare gli ultimi increduli.



Molti si chiedono ancora: “E il WWF nazionale, cosa ci fa con Jovanotti sulle spiagge d'Italia?” Mi riferisco volutamente al nazionale per non offendere tante basi locali che con il JBP non c'entrano e non vorrebbero entrarci nulla. Onestamente, nel 2019 non si capiva proprio cosa diavolo ci facesse, a parte permettere a Jovanotti di fare i suoi concerti, infangando la propria reputazione, e generando rabbia e frustrazione nella propria base associativa. Sembrava solo un tentativo, peraltro malriuscito, di sfruttare la popolarità mediatica del cantante, per rilanciare la propria immagine, millantando "la più grande campagna popolare sul tema delle plastiche che sia mai stata fatta" . Nel 2022 invece tutto appare più chiaro: se Jovanotti ci sta per fare soldi, il WWF ci sta per gestire soldi! “Quali soldi?”. Quelli che ambiscono a ottenere dalla “più grande mobilitazione nazionale per la tutela e la salvaguardia del nostro territorio” ovviamente, e non pochi: 5 milioni di euro, da “ripartire” con il loro progetto Ri-Party-AMO.  






Per realizzare un'operazione tanto ambiziosa - sfoggio di un gigantismo green che nemmeno Hulk sarebbe capace- ci vogliono i soldi -che pure fanno tanto "green"- e quando ci vogliono i soldi, bisogna chiamare le banche. Allora, dati gli alti ideali in campo, fanno per caso uno squillo -che so- a una seriamente impegnata come Banca Etica? No, decidono di collaborare con Intesa San Paolo, che sotto il profilo etico non ha certo un curriculum impeccabile. Ce ne parla Linda Maggiori in un articolo intitolato “Anche mettere i soldi in banca può avere un enorme impatto ambientale e sociale” dove scrive: "Serve a poco muoverci in bici – e lo ricordi bene la Fiab, sponsor del Tour- o professarci pacifisti, se poi affidiamo i nostri soldi a banche senza scrupoli che investono nel fossile o nelle armi”. Tra queste, Intesa risulta essere la banca fossile numero uno in Italia! E fino al 2021, sul podio per le armi. Ma oramai non ci stupiamo più di nulla: sappiamo che nemmeno Jovanotti in termini di sponsor si fa troppi scrupoli, e anche se vegetariano si fa sponsorizzare da Fileni. Del resto l'essenza del greenwashing è proprio questa: prendere i peggiori, e farli sembrare i migliori. Per questo le aziende lo pagano, come un automobilista pagherebbe l'autolavaggio. 

Dato che viene coinvolta una banca, molte persone ingenuamente possono aver pensato che fosse lo stesso istituto a “donare” i soldi, o meglio, a "pagare" il servizio di autolavaggio. Magari con soldi che provengono da qualche circuito poco virtuoso, ad esempio fossile e armi. Insomma, un bel greenwashing col colore dei soldi. 

Altre persone altrettanto ingenuamente possono aver pensato -dati gli alti incassi del Tour, le spiagge ottenute quasi gratis, e il fatto che il JBP sia oramai diventata un'industria nazionale-  che i soldi li tirassero fuori loro, da una percentuale dei loro enormi guadagni. D'altronde se facciamo un semplice calcolo sulla base di quanto hanno risparmiato non affittando degli stadi -ovvero moltiplichiamo 400.000 x 10 tappe- otteniamo una cifra di 4 milioni di euro, molto vicina a quei 5 milioni richiesti per l'operazione. Pensano di restituirli alla collettività, per caso? No! Fanno un crowdfunding, le facce toste! 

Quindi, dopo non aver speso praticamente nulla per l'affitto delle spiagge, dopo aver usufruito di ingenti risorse pubbliche per l'adeguamento di luoghi non appropriati, dopo aver danneggiato tutti i villeggianti e i residenti che avrebbero voluto usufruire della loro spiaggia e della loro libertà di cittadini, ecco che vengono pure a chiedervi dei soldi per vendersi la "più grande mobilitazione nazionale per la tutela e la salvaguardia del nostro territorio". E non gli basta ancora, vi chiedono oltretutto di fare i volontari, magari per due panini, una bibita e mezzo gadget! Perché la loro faccia tosta a questo arriva: loro fanno grossi affari, poi tramite il WWF -trasformato in un ente per l'occultamento delle magagne ambientali- vi chiedono di donare per rimediare ai danni creati dal Tour, infine addirittura di fare da volontari in queste operazioni. Tutto per potervi fare un selfie nell'ambito della più grande operazione di tutela ambientale mai concepita da mente umana. E quando vi ricapita?




Ma soffermiamoci un attimo sulla cifra da raggiungere, che è veramente alta: 5 milioni di euro! Se andiamo sul sito di Intesa San Paolo, nella pagina For Funding dedicata a Ri-party-AMO risultano al 16 agosto raccolti 3.292.083€, mentre i donatori sono “solo” 468. Il che significa una media di circa 7.000€ a donatore! A me sembra davvero impossibile: ho una discreta esperienza di crowdfunding e so che le persone “normali” generalmente donano cifre tra i 10 e i 100 euro. Ben pochi sono così motivati da andare oltre, o possono semplicemente permetterselo. E difatti, se si apre la pagina della donazione ecco che si trovano 4 bottoni di 30, 50, 75, 100€. Una donazione media di circa 7.000€ farebbe pensare che abbiano partecipato piuttosto delle aziende, come sponsor. Per caso aziende necessitanti di greenwashing? 

Viene insomma il dubbio che questa enorme cifra non sia il risultato di spontanee donazioni, ma che l'idea del crowdfunding faccia parte essa stessa della sottesa operazione di marketing, per far credere di essere sostenuti da una enorme partecipazione popolare. La realtà potrebbe essere molto diversa: parte di quei soldi vengono forse dai giri di investimenti di Banca Intesa nel fossile e nelle armi? Oppure  rappresentano un impegno economico richiesto alle aziende che sono coinvolte nel Tour? 




 

Se ci fossero state tante persone normali a credere in questa operazione e a volerla finanziare, il numero dei sostenitori sarebbe risultato in migliaia. Se ognuno avesse donato 100€ avremmo 32.920 donatori, non 446! Inoltre, per raggiungere una cifra così importante avrebbe dovuto esserci un enorme battage pubblicitario dedicato specificamente al crowdfunding, ma... voi ve ne siete accorti? L'attenzione è spasmodicamente concentrata sulla figura di Jovanotti e sui suoi concerti, oltre che sui danni ambientali creati dai concerti, a causa delle denunce di tanti eco-nazisti. Tutto il resto rimane paradossalmente nell'ombra. Oltretutto ho visitato quel sito più volte dal mese di luglio, e vi posso garantire che la cifra è aumentata di pochissimo. Oggi, 4 settembre 2022, ho ricontrollato la cifra e risultano 3.292.245€, ovvero solo 162€ in più raccolti in due settimane! Nell'articolo "Anche quest'anno si litiga sui concerti di Jovanotti" pubblicato da Il Post il 7 luglio 2022 è scritto "al momento sono stati raccolti oltre 3 milioni e 200mila euro", a confermare che la cifra è rimasta praticamente immutata negli ultimi due mesi! Strabuzzo gli occhi e mi chiedo come mai nel momento in cui il Tour sta raggiungendo il suo compimento, e massima dovrebbe essere l'adesione la raccolta fondi non decolli! Tanto più che basterebbe aggiungere 2€ al costo del biglietto per godere, con la prospettiva di un sorteggio fortunato, di un concerto dedicato.  Certo, a uno che già spende tanti soldi per il concerto, difficile chiedere di donare qualcosa, no? Perché poi -diciamocelo francamente- cosa gliene frega dell'ambiente a uno che va al concerto di Jovanotti? 





Se poi -sempre nella pagina For Funding del progetto- cercate di approfondire tutto quel che non vi torna, e cliccate sul tasto dedicato ai "Testimonial del progetto" appare solo una persona: una tale Masucci Mariana, che avrebbe donato solo 1 euro! La faccenda insomma appare strana e ben poco trasparente. Mi piacerebbe poter vedere la lista dei donatori -spesso questa appare a fine crowdfunding nei ringraziamenti- giusto per capire chi sono queste centinaia di "ragazzi fortunati" che possono permettersi di donare ben 7.000€ al WWF! 



Ma continuiamo a dipanare l'intricata matassa: Questi soldi, provenienti da questo crowdfunding, le cui dinamiche si presentano oltremodo strane, dovrebbero sostenere le 3 azioni nelle quali si articola il Ri-Party-AMO: il Tour "Puliamo l'Italia" "Prendiamoci cura del Territorio" e "Formiamo le generazioni future".

Questo è quanto si legge sul sito della prima operazione: "da settembre 2022, per un anno intero, potrai partecipare alle Giornate di pulizia in giro per l’Italia. Saranno giornate all’insegna della tutela ambientale, una vera e propria mobilitazione verde partecipata e resa possibile, oltre ai volontari WWF, anche da famiglie, scuole e giovani da tutta Italia. L’impatto del progetto di pulizia si estenderà su 20 milioni di m2 di territorio, organizzeremo 8 grandi iniziative condivise in cui coinvolgeremo 10mila volontari"



Allegano anche una mappa con i luoghi prescelti. Tra le varie tappe di questo Tour dopo il Tour sono incluse alcune tappe del Jova Beach Party, come Vasto, Castel Volturno, Barletta, Viareggio, che saranno oggetto di pulizia spiaggia o pulizia dei fondali. Vengono inclusi anche due siti non costieri, ovvero il lago di Gardail fiume Lambro. Dicono che effettueranno la bonifica di 20 milioni di metri quadrati, e su quest'altra cifra bisogna soffermarsi particolarmente perché c'è veramente da ridere! Misure che normalmente si esprimono in ettari, o in chilometri quadrati, vengono qui espresse in metri quadri! Si tratta di nient'altro che una maniera puerile e ingannevole di aumentare gli zeri della cifra per far credere di stare facendo chissà quale opera di portata storica. È come se io dicessi di misurare 1700 mm, per far credere di essere alto come una montagna. 

Su questo tema il primo che ha riportato la questione nei giusti termini è stato Loris Pietrelli in un suo post"detto così, sembrano tanti ma in realtà sono 20 km quadri ovvero una striscia lunga 40 km e larga 500 metri oppure 80 km x 250 metri. Questo è il modo di sbandierare un impegno che, tutto sommato, sembra assai modesto a confronto con l'impatto che l'evento avrà sul fratino e sistema dunale in generale. E' come quando ti vendono le mele a 1.99 €/kg e sei soddisfatto perché le hai pagate meno di 2 €”

Non paghi di tutto ciò, nell'articolo Jova beach party, perché il Wwf c'è: anche i grandi eventi possono diventare sostenibili -  dall'Ufficio Stampa del WWF addirittura incredibilmente hanno sostenuto che questi 20 milioni di metri quadri corrisponderebbero a più di un terzo delle spiagge libere italiane. Dato che l'Italia ha 7500 km di coste - come scrive lo stesso WWF nel suo Dossier Coste - vi renderete conto da una immediata stima che questo è semplicemente impossibile! Anche se contassimo solo la metà dei 3.346 km di spiagge sabbiose, che risultano dal Rapporto Spiagge  di Legambiente del 2019. Sembra insomma che l'unico interesse sia spararle grosse, quantificare ossessivamente, nel disperato tentativo di giustificare un Tour che con la tutela ambientale ha ben poco a che vedere.

M veniamo ai 10.000 volontari. Anche qui, è più che legittimo sollevare dei dubbi: come si fa a quantificare un impegno volontario delle persone con tanti mesi di anticipo? Se possono contare solo su qualche centinaio di donatori per il crowdfunding, come pensano di arrivare a 10.000 volontari per le azioni sul campo?  Una simile cifra, divisa per le 22 tappe previste corrisponderebbe a un impiego medio di circa 450 volontari a tappa, un'enormità!  Personalmente non ho mai visto un'azione di pulizia con una tale quantità di persone su una singola spiaggia, ma attenderemo l'inizio del Ri-Party-AMO -previsto il 18 settembre con i primi 8 appuntamenti nazionali- per verificare coi nostri occhi, e soprattutto contare. 

Di fronte a tante perplessità appare invece del tutto chiaro come la pulizia delle spiagge, dovesse servire ad operare una pulizia dell'immagine di Jovanotti, Trident, fare insomma "greenwashing". Operazione non del tutto riuscita se, nel bel mezzo dell'estate, molti giornali hanno parlato di "shitstorm" su Jovanotti, inondato di critiche e insulti per il suo Tour, tanto da dover blindare ai commenti i suoi account Twitter e Instagram.






Come vengano ripartiti i soldi del Ri-Party-AMO, e quanti soldi vengano messi su ogni singola iniziativa non è ancora ben specificato, anche perché la raccolta fondi è tuttora in corso. Ma, contando sul fatto che il WWF, come altre associazioni ambientaliste, ha sempre svolto azioni di pulizia delle spiagge a livello nazionale, e dato che si parla esplicitamente di un esercito di volontari, appare evidente che questa sarà l'operazione più "economica". 

Dato che la terza operazione consisterà in una serie di incontri formativi in scuole e università, appare altrettanto evidente che la maggior parte delle risorse verrà impegnata per la seconda azione, che prevede "Interventi di rinaturazione per tutelare gli habitat naturali". RI-PARTY-AMO infatti non si ferma solo alla pulizia delle spiagge. "Attraverso opere di ingegneria naturalistica e di restauro naturale mira a ricostruire gli ambienti naturali andati persi attraverso 6 grandi opere di ingegneria naturalistica, ripristinando gli habitat e migliorando la fruibilità da parte delle comunità locali"In questo caso, il contributo economico da impiegare per le singole aree sarà certamente nell'ordine di centinaia di migliaia di euro e, diversamente dalla prima azione di pulizia per la quale ne vengono individuati 22, i siti prescelti sono solo 6, anzi 7 con l'aggiunta a posteriori di Fermo. I magnifici 7, è il caso di dire.







Come potrete notare, si tratta delle stesse località che sono state interessate dal JBP 2019 e/o 2022. E allora uno legittimamente può chiedersi: ma non avevano lasciato le spiagge più pulite di prima? Non avevano lasciato i luoghi migliori di come li avevano trovati? Allora perché dover fare un'operazione di "rinaturazione" proprio lì? Non sarà che tra gli ambienti naturali da ricostruire, e quegli habitat andati perduti siano compresi anche quelli dove sono passate le ruspe per attrezzare il concerto? O che comunque, in una malcelata ammissione di colpevolezza si voglia "compensare" l'impatto ambientale negativo del concerto? Tra le centinaia di migliaia di commenti negativi, nel polverone social sollevato dalle ruspe di Trident mi sono segnato questo -sul post fb della pagina Jova Beach Party del 7 luglio- che invita a fare un salto allo stand di Banca Intesa San Paolo per scoprire Ri-Party-AMO: "Gioca anche tu all'ultimo, nuovissimo gioco, 'Il piccolo ambientalista'! Distruggi gli ecosistemi e crea danni alla fauna marina con le onde sonore a palla, poi ricostruisci un nuovo ecosistema finto e prova a far credere agli avversari che sia uguale a prima! Il divertimento è assicurato. Per egocentrici da 0 a 99 anni". Sembra solo una battuta, ma si avvicina incredibilmente alla realtà! Danneggiare la natura per tutelarla insomma. Distruggere gli ecosistemi per poi ricostruirli. È il paradosso che seriamente propone una grande associazione ambientalista come il WWF, e che rischia di generare una vera catastrofe culturale, oltre che ambientale. 

"Prima degli interventi di predisposizione dell'arenile, le piante di valore presenti sono state estratte e messe a dimora per poi essere successivamente ricollocate nel nuovo progetto più specifico per il fratino" scriveva difatti il WWF nel suo Comunicato stampa sulla tappa di Fermo del 3 agosto, nel quale parlava ancora di valutazioni rigorose e polemiche strumentali (leggi QUI). Un approccio spregiudicato agli ambienti naturali da Taglia&Incolla, che abbiamo visto tristemente riproporsi a Viareggio, dove la Gramigna delle Spiagge, dell'Habitat 4 censito dal prof. Bacaro, è stata tagliata per essere messa in una cella frigorifera del mercato del pesce, dalla quale sarà successivamente "ripiantumata" (leggere QUI per credere).

"Proporre la distruzione di un ecosistema naturale (perché questa è la sostanza dell'idea) togliendo le piante per poi ripiantarle in un mero tentativo di ripristino ambientale, significa non avere idea di cos'è un ecosistema, nel caso specifico ridotto a una sommatoria di piante che possono essere tolte e rimesse a piacimento. Come in una piazza soggetta allo spostamento delle panchine per fare dei lavori e poi successivamente riposizionarle! Facciamo notare che i ripristini si fanno a seguito di fenomeni di degrado, in contesti in cui non era possibile evitarli, nel tentativo di mitigarne effetti spesso devastanti con una sorta di "rattoppo", sempre meglio di niente. Diverso è programmarli come rimedio ad una scelta deliberata! Un messaggio di questo tipo è di per sé fuorviante e diseducativo, poiché si colloca in una logica consumistica in cui ciò che è stato fatto secondo modelli naturali può essere manipolato a nostro piacimento. Magari vantandosi, con arroganza, di farlo meglio di com'era prima! (d'altra parte non è questo lo slogan della kermesse?)" chiosava a riguardo Legambiente Versilia nel suo comunicato del 25/08/22.

A parte il messaggio "fuorviante e diseducativo" si mette in moto un meccanismo potenzialmente pericoloso, per non dire perverso, perché generalmente con i soldi si compra (quasi) tutto. Quindi se -per fare un esempio- l'area del concerto fosse limitrofa a quella di un Parco o Riserva naturale, come spesso è accaduto, cosa succederebbe se il WWF donasse dei soldi all'Ente che gestisce questa Riserva? Probabilmente -suppongo- la Trident, o chi per lei, incontrerebbe meno opposizioni da questo stesso Ente alla realizzazione del concerto. Anzi, magari nessuna opposizione, braccia aperte e tutti col cappellino del JBP a cantare "ciao mamma come mi diverto!". Dopotutto viviamo in un paese dove le risorse destinate all'ambiente, ed alla gestione di parchi e riserve sono decisamente pochine, rispetto alle necessità, e quando ricapita di avere una lauta mancia? Insomma, per farla breve, sembra essere uno scambio di tal fatta: "noi vi portiamo dei soldi, e in cambio ci lasciate fare il porco del comodo nostro sulle spiagge del concerto", anzi il "Porcobrado" del comodo nostro, in onore a uno degli sponsor del vegetariano Jovanotti. 

Si rischia così di mettere in moto un meccanismo perverso di elemosine ambientali -che i maligni potrebbero anche definire "mazzette" ambientali- destinato a fare scuola, nel caso avessero la sciagurata idea di riproporre ad oltranza questo Tour, rendendolo una sorta di rituale nazional-popolare, una sorta di Sanremo delle spiagge.

Viviamo in un paese dove le strade, specialmente quelle interne sono bucate e rattoppate, e il dissesto idrogeologico è un'emergenza permanente. Sappiamo che vi sono solo due eventi che possono arginare questo problema: le elezioni, e il Giro d'Italia. Ma, dato che alle promesse elettorali crede sempre meno gente, le strade non vengono più rifatte come una volta. Invece là dove passa il Giro d'Italia, tornano indefettibilmente nuove. Ecco, non vorrei che il Jova Beach Party diventasse una sorta di Giro delle spiagge d'Italia, atteso -e richiesto- da tutti per le sue elemosine ambientali e le rappezzature da classificare come "rinaturazione".



Foto tratta dal POST fb del 7 luglio - Jova Beach Party

Ma prendiamo come esempio uno di quei 7 luoghi  baciati dal ragazzo fortunato: Marina di Ravenna. Sappiamo che il concerto si è svolto a poche centinaia di metri dal Parco del Delta del Po, e per questo l'evento ha richiesto la Valutazione d'Incidenza Ambientale. Se fosse il Parco -come ritengo probabile- a ricevere parte di quei soldi stanziati dal Ri-Party-AMO questo configurerebbe senz'altro un clamoroso conflitto d'interessi, essendo lo stesso Ente Parco ad aver rilasciato l'obbligatorio Nulla Osta alla Valutazione d'Incidenza Ambientale. Un conflitto d'interessi, che bisserebbe quello del 2019, altrettanto clamoroso, quando il sindaco di Comacchio, Marco Fabbri, che promuoveva l'evento, era contemporaneamente anche Presidente del Parco del Delta. E situazioni di questo genere si potrebbero verificare anche altrove! 

Per aprire una parentesi sul tema della V.Inc.A., il Comune di Vasto -che quest'anno ha voluto a tutti i costi realizzare il Jova Beach Party, pur dopo l'annullamento del 2019- è lo stesso Ente che ha rilasciato il Nulla Osta, relativamente alla Riserva Naturale Marina di Vasto, a poche centinaia di metri dal sito del concerto.

Che dire poi di Fermo? La pietra dello scandalo 2022, il luogo da dove è partita la prima diffida per Jovanotti, come a dire “Fermo, Jovanotti!”. Abbiamo appreso solo l'11 luglio, a Tour ampiamente iniziato, della stipula di un protocollo d'intesa  per la sistemazione definitiva della spiaggia di Casabianca e della zona costiera di Marina Palmense (leggi QUI). Come mai così tardi? Anche qui, i maligni potrebbero pensare che nel frattempo il TAG Costa Mare aveva presentato una diffida al Comune di Fermo -il 2 maggio- annunciando un possibile ricorso alla Corte dei Conti, alla quale aveva fatto seguito il 7 luglio una diffida ai dirigenti del Comune di Fermo, un esposto depositato alla Procura della repubblica l'8 luglio, fino all'esposto ampiamente annunciato e depositato alla Corte dei Conti il 20 luglio. Appare del tutto chiaro come, alla luce di tali eventi, il versamento del WWF si presti facilmente ad essere interpretato come risarcimento, o compensazione economica (oltre che ambientale) di quanto denunciato dal TAG Costa Mare. 

La nota più triste, oltre che assurda, di questa vicenda, è che il WWF nazionale si dovrà fare carico di seguire direttamente la sistemazione delle sopracitate spiagge, essendo venuta meno la sezione locale WWF Natura Picena, che ha chiuso i battenti proprio a causa della decisione della Dirigenza nazionale di sostenere il concerto di Jovanotti a Fermo anche nel 2022.




Veniamo alla terza azione "Formiamo le generazioni future". Sempre sulla pagina For Funding del sito di Intesa San Paolo, si può leggere: "Vogliamo coinvolgere più di 250.000 studenti e donare 20 borse di studio". Anche qui, la tendenza a spararle grosse la fa da padrona, come se l'educazione fosse un processo grossolanamente quantitativo e non delicatamente qualitativo. Siamo passati dai 10.000 volontari alla cifra astronomica di 250.000 studenti!



Leggiamo: "Con la tua donazione sosterrai 8 incontri nelle università italiane organizzati da Intesa Sanpaolo e WWF Italia in cui verrà presentato il progetto e la partecipazione del Jova Beach Party. Ben 4.000 Giovani e studenti saranno coinvolti in workshop sulle tematiche ambientali per confrontarsi con gli esperti e i volontari (sezioni WWF YOUng - volontari WWF under 35) coinvolti nel progetto.

Finanzieremo inoltre il programma didattico RI-PARTY-AMO per le scuole elementari e medie in tutta Italia, attraverso il coinvolgimento di 4.000 classi, 100.000 alunni e altrettante famiglie. Il supporto educativo sarà guidato da diversi materiali didattici in linea con gli interventi del progetto RI-PARTY-AMO e il percorso si svilupperà all’aperto e in ambienti naturali, con attività creative e di gruppo, in cui bambini e ragazzi potranno scoprire, osservare e conoscere l’ambiente.

Grazie alla tua donazione, saranno garantite 20 borse di studio per il corso online “Il Manager della Biodiversità” per l’anno accademico 2022/2023, promosso dall’Istituto Europeo per l’Innovazione e la Sostenibilità (EIIS).

Insomma, dopo essersi impegnato nel sostenere un Tour che ha lanciato i messaggi più diseducativi che mai si potessero immaginare, il WWF nazionale cerca di metterci una pezza parlando di educazione delle generazioni future. Suona come una solenne presa in giro, dopo aver sentito ripetere per tutta l'estate, come un mantra, che per migliorare una spiaggia basta pulirla, oppure che un ecosistema si può tranquillamente ripristinare dopo averlo distrutto. L'impegno educativo del WWF appare molto simile all'impegno di Massimo Gramigni della società PRG che a Viareggio ha promesso di ripiantumare l'Elymus Farctus tagliato per realizzare il concerto, dopo averlo messo in delle celle frigorifere umidificate del mercato del pesce. Diseducare per poi rieducare.




Nel 2019 il WWF nazionale disse che non avrebbe incassato un centesimo dal Tour. Questa volta non ha avuto il coraggio di dirlo, perché di soldi da gestire ne riceverà tanti. Ringrazio Loredana Atzei, alias Red Cat, per avermi concesso l'uso della sua fantastica vignetta del 2019, che sembra profetica rispetto agli eventi del 2022.



Le immagini relative alla campagna di Crowdfunding sono tratte dalla pagina For Funding del sito di Intesa San Paolo

viernes, 26 de agosto de 2022

STOP ALLE RUSPE DEL JOVA BEACH PARTY A VIAREGGIO!


In basso nell'immagine: foto di Loredana Atzei


- Jova Beach Party: a Viareggio vincono gli ambientalisti, tutelati tre habitat che volevano distruggere

- Finalmente riconosciuto il valore ambientale delle spiagge italiane “antropizzate”.

- Limitati i danni, anche se non convince la "soluzione" con distruzione e successivo ripristino sul quarto habitat, il più vasto.


Il Jova Beach Party dovrà rispettare tre habitat di specie di piante dunali protetti a livello europeo che gli organizzatori volevano distruggere e che ora vanno transennati e protetti. 

Su un quarto habitat, che sarà interessato e impattato pesantemente dai lavori, dovranno mettere in campo ulteriori operazioni per un difficile ripristino al fine di favorirne la ripresa vegetativa (leggi QUI). Operazione a nostro avviso illogica, scorretta e fortemente diseducativa (ambiente usa-e-getta), visto che si tratta di depauperare un ambiente esistente per poi provare a ricostruirlo. Un'azione che la dice lunga sulla sostenibilità dell'evento.


Carta della vegetazione della spiaggia del Muraglione, redatta dal prof. Giovanni Bacaro


Grazie allo sdegno e alla mobilitazione di migliaia di cittadini da tutte le parti della Penisola, agli esposti e a un censimento scientifico (studio completo QUI) redatto dal professor Giovanni Bacaro, docente di ecologia vegetale all'Università di Trieste, nonché all'attenzione mostrata da alcune Istituzioni, in particolare dalla Soprintendenza e dalla Capitaneria di Porto di Viareggio, è stato possibile almeno bloccare parte dello spianamento in progetto sulla spiaggia del Muraglione 

Come avvenuto nelle altre tappe del Tour, gli organizzatori non si erano neanche accorti della presenza di habitat tutelati a livello addirittura europeo!

Non basta. Nonostante quei dati inattaccabili hanno provato comunque ad andare pervicacemente avanti. In questi giorni - oltre all'esposto (leggi QUI) - con lettere puntuali, ulteriori studi e diffide, abbiamo smontato le proposte della Trident e la singolare - eufemismo - lettera dell'Arpat (leggi QUI) sventolata ai quattro venti dal sindaco Giorgio Del Ghingaro, volta a sminuire lo studio del Professor Bacaro e a non tenerne conto. Altro che “valutazioni rigorose” delle spiagge dove tenere i concerti come ha, in maniera spericolata, affermato il WWF. 


Foto dal Post di Arianna Chinnes

Alla fine lo stesso Ente Parco Regionale di Migliarino-San Rossore, nel parere ha dovuto dare ragione alla nostra posizione circa gli obblighi di tutela relativa a quelle piante, tra l'altro facendo emergere che nell'evento del 2019 era stata danneggiata parte della duna, con violazione delle prescrizioni. Le associazioni e i cittadini in questi giorni hanno fatto un enorme lavoro con circostanziate osservazioni dirette agli enti, anche di tipo legale, sulle norme da rispettare e sulla necessità di garantire la connessione ecologica tra le aree rilevanti dal punto di vista naturalistico, oltre a svolgere un continuo presidio sul campo, per evitare che le ultime dune lungo la strada del tour di Jovanotti venissero spianate.


Foto di Silvio Bertoldi

A Viareggio, quindi, ha avuto finalmente un primo stop l'opera di distruzione di habitat protetti su aree demaniali per far posto a dei concerti privati a scopo di lucro. 

Quanto denunciato su altre spiagge d'Italia - citiamo tra tutte Lido di Fermo, Vasto, Cerveteri, Roccella Jonica, Castel Volturno, Barletta, Marina di Ravenna - grazie al progressivo aumento dell'indignazione popolare, ha trovato a Viareggio tutte le conferme del caso.  Rammarica che nelle tappe citate le istituzioni non abbiano operato per tutelare la biodiversità, e anzi, alcuni sindaci abbiano avuto il coraggio di affermare - al pari di Trident e Jovanotti - che la spiaggia è stata restituita "migliore di prima”. 

Ringraziamo chi questa volta non si è girato dall'altra parte. 

Ma la battaglia è appena iniziata, perché non è più tollerabile che spettacoli di altissimo impatto, come finalmente è stato dimostrato, possano continuare ad aver luogo anche nei prossimi anni sulle nostre fragilissime coste, minacciate dall'erosione, e su tutti i delicatissimi ambienti naturali che ancora ci restano per il futuro.


Comunicato stampa del 26 agosto 2022

Coordinamento Il Moletto non si Tocca, Comitato per la Salvezza della Pineta, Italia Nostra Versilia, Legambiente Versilia, Repubblica Viareggina, Collettivo Dada Boom, Cantiere Sociale Versiliese USB, Apuane Libere odvc, Amici della Terra Versilia, GrIG Apuane, Toscana aps, Associazione per i Diritti dei Cittadini, ADiC Toscana aps-Federata a Movimento Consumatori Nazionale, Italia Nostra