lunes, 4 de julio de 2022

Ri-Party-CHE?!



 

Foto dal post fb di Jovanotti

 

Che?! Davvero è ricominciato?! Il Jova Beach Party imperversa di nuovo sulle nostre spiagge? Non posso ancora crederci, vi giuro... sogno o son desto? In un Paese civile può accadere tutto ciò? Ah ma siamo in Italia, certo. Eppure... ancora fatico a farmene una ragione! Mi stropiccio gli occhi e mi chiedo se non sia un'allucinazione estiva. Perché guardo e riguardo le foto di Lignano, prima tappa del Tour e sono esattamente sovrapponibili a quelle di 3 anni fa. Come nulla fosse, l'evento si ripete, uguale a se stesso, esattamente così com'era nel 2019, con spudoratezza, prepotenza e senso d'impunità. Come fosse un format intoccabile, un indiscutibile rituale del consumismo. Neanche a pensare, che so, con tutti i problemi che ci sono stati, almeno di dimezzare il pubblico, visto che si sono raddoppiati i concerti per singola località, puntando un poco più sulla qualità, invece che sulla quantità. No nulla, neanche a pensarci, a lor signori interessa la quantità, esibire il trofeo, lo scalpo vegetazionale dei litorali italiani; interessa mostrare di aver occupato fino all'ultimo centimetro non solo le spiagge, ma anche l'immaginario legato alle spiagge. Il che spiega non solo queste operazioni di appropriazione, direi piuttosto espropriazione temporanea, dei beni collettivi demaniali, ma anche correlate operazioni di appropriazione dei beni collettivi immateriali, intesi come eredità culturale e poetica, e mi riferisco a quell'operazione rivoltante intitolata “Poesie da spiaggia” firmata ovviamente da Jovanotti, ma purtroppo anche da Crocetti. E su questo mi riprometto di scrivere un post di profonda indignazione nei prossimi giorni.

Il mantra del 2019 è stato il demenziale “Lasceremo le spiagge più pulite di come le abbiamo trovate!” come se la pulizia fosse un indicatore ecologico della salute di un ecosistema costiero. Accanto a questo il tentativo disperato e puerile di far credere che tutta quella valanga di critiche (che quest'anno saranno ancora di più, c'è da giurarci, non essendosi ancora sopite quelle di 3 anni fa!) provenissero da una serie di insignificanti siglette ambientaliste locali, in cerca affannosa di visibilità, interessate a saltare sul carrozzone di Jovanotti. Come se non avessimo niente di meglio da fare che stare dietro ai deliri di megalomania di un 55enne che va in giro travestito da pirata. Come se non preferissimo occuparci di contemplare la natura, piuttosto che doverla difendere da ogni nuova insidia.

Nel 2019 ho inaugurato questo blog, dedicato al JBP – e implicitamente a tutti i grandi eventi in natura - seguendo, fino al 2020, tanto il corso degli eventi, quanto i devastanti effetti collaterali del Tour; poi ho chiuso le trasmissioni perché la consideravo un'esperienza conclusa; ho giurato a me stesso che mai avrei ripreso a scriverci, a meno che non succedesse un cataclisma, una sciagura, una guerra... e purtroppo ci siamo! Difficile pensare a una sciagura peggiore per la collettività della ripetizione, fedele a sé stessa, del JBP, che costituisce un vero atto di guerra contro la naturalità delle spiagge, e contro il concetto stesso di tutela ambientale. Una guerra condotta apertamente anche contro tutti quegli ambientalisti che, come sentinelle del territorio, difendono gli ultimi presidi di naturalità delle spiagge, a cominciare dal Fratino. Come ho già scritto, il JBP rappresenta l'apice spettacolare della deroga permanente a qualunque principio di tutela naturalistica; come ogni atto di guerra, vive di sospensione della legalità, e non sarebbe mai possibile senza la connivenza degli Enti preposti alla tutela del nostro patrimonio collettivo. Vive di propaganda, e giorno dopo giorno assistiamo attoniti all'azione rimbombante di una macchina della mistificazione, non meno ipocrita e di quella che sostiene l'interventismo in Ucraina. Le balle che rotolano sui principali quotidiani e rotocalchi italiani, che presentano al mondo questo JBP come un modello di felice coesistenza fra Grandi Eventi e Tutela Ambientale sono tanto credibili quanto gli asini che volano, eppure sigle ambientaliste storiche, come WWF e FIAB, condotte al disastro da una dirigenza scellerata, sono disposte a ricoprirsi di fango, pur di garantire una foglia di fico a questo campione del Greenwashing.

La ripetizione, a tutti i costi e contro tutte le evidenze, di questo mega-evento, ci fa capire che oramai siamo di fronte a un fenomeno sancito dalla Costituzione mediatica italiana, che è quella che conta perché muove i soldi. E che dalla ripetizione si vuole passare alla perpetuazione, con la dichiarata pretesa di trasformare questo evento in un rituale della decadenza italica: una sorta di Sanremo delle spiagge, un Festivalbar formato portaerei, con la legittimazione a cascata di qualunque piccolo o medio evento che faccia uso e abuso di luoghi naturali. Propagandando una idea di Natura che non costituisce più un valore in sé - non è concepibile che qualcosa abbia valore fuori dalla mercificazione capitalista - ma necessita di essere valorizzata da un palcoscenico itinerante, da un eventificio permanente che si pone come campo d'azione l'intero territorio nazionale, inclusi Parchi e Aree protette.

Ed eccoci alla foto di quest'anno, di nuovo Lignano, di nuovo la spiaggia totalmente occupata. E continuo a ripetermi: ma sogno o son desto? Davvero si sta ripetendo questa bestialità? Un amico qualche giorno fa, mi ha raccontato la trama di Cronosisma, il romanzo fantascientifico di Kurt Vonnegut. La copio e incollo dal sito della Minimum Fax, la casa editrice italiana: “Nel 2001 l'universo viene colpito da una crisi di autostima e decide di non espandersi più bensì di contrarsi, tornando indietro di dieci anni. Teoricamente la grande occasione che l'umanità attende da sempre: ripercorrere il passato per non commettere più gli stessi errori. Tutti però ripeteranno ogni azione, pronunceranno perfino le stesse parole e quindi sconteranno le stesse pene. E quando, passato il decennio per la seconda volta, il tempo ricomincia a muoversi, l'umanità, assuefatta a non esercitare il libero arbitrio, vivrà una crisi ancora più profonda”.  Nel guardare le stesse identiche immagini di 3 anni fa, penso che Cronosisma possa essere il mio romanzo per l'estate 2022.

Lo slogan di quest'anno è Ri-Party-AMO. Il messaggio “subliminale” è: abbocca all'AMO di questo Party, in maniera che noi "ripartiamo" gli utili di questa squallida operazione commerciale. Non abboccate!


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