viernes, 15 de julio de 2022

IL DOSSIER COSTE DEL WWF (e Jovanotti quindi?)

 


Vi invito a leggere l'ottimo DOSSIER COSTE del WWF, di cui riporto qui in basso il testo delle prime significative pagine - che quantificano in ben 841, i chilometri delle nostre coste interessati da erosione, e mi chiedo: esistono due WWF, uno che promuove il Jova Beach Party, e uno che promuove la conoscenza e la tutela dei litorali attraverso questi studi scientifici, oppure una sola associazione in preda a evidente e clamorosa dissociazione? Alla luce delle parole che leggete sotto, come fa il Comitato Scientifico dell'associazione a non condannare fermamente il Tour di Jovanotti?! Rinnovo il mio appello: persone serie e stimate dell'associazione, tra cui ho tanti amici, vi prego, fate sentire la vostra voce! Siete ostaggi di un saltimbanco che sta minando la credibilità del WWF, una credibilità che vi siete guadagnati in tanti anni di servizio alla natura e alla comunità, anche grazie al contributo di persone che ora non ci sono più. Non tacete proprio voi, mentre si moltiplicano giorno dopo giorno gli interventi e gli appelli per cessare questa oscenità nazionale, dalla LIPU (leggi qui), dall'ENPA (leggi qui), da Italia Nostra (leggi qui), e in ultimo da Legambiente, oltre che dalla Società Italiana di Geologia Ambientale (leggi qui), un'ente che in termini di erosione delle coste, quella di cui si parla nel vostro dossier, dovrebbe saperne qualcosa...

"Le coste dell’Italia contano circa 7.500 chilometri e un elevato numero di ecosistemi. Dalle dune sabbiose fino ai fondali bassi, queste sono aree chiave per la nostra sopravvivenza e benessere. Gli ambienti costieri forniscono servizi ecosistemici che sostengono la nostra economia, proteggono da onde e mareggiate e forniscono perfino l’aria che respiriamo. Sono, però, sotto attacco. Il profilo costiero italiano ha una morfologia estremamente diversificata, alternando coste alte e rocciose a litorali bassi e sabbiosi, e include habitat fragili come le dune. L’ambiente marino è ugualmente diversificato, con fondali sabbiosi e rocciosi, foreste algali, praterie di posidonia e concrezioni di coralligeno. Tale eterogeneità, oltre ad ospitare circa il 60% della popolazione italiana e a sostenerne virtualmente la totalità, è ricca di biodiversità: - macchia mediterranea, specie protette di uccelli come il fratino (Charadrius alexandrinus), fanerogame marine, un gran numero di crostacei, molluschi e specie ittiche. Sono anche aree essenziali per specie carismatiche e minacciate come tartaruga comune (Caretta caretta), tursiope (Tursiops truncatus) e alcune specie di elasmobranchi. Mantenere gli ecosistemi costieri in salute è fondamentale per preservare questa biodiversità, ed ugualmente importante per il nostro benessere. I servizi che i sistemi naturali in salute ci offrono gratuitamente e quotidianamente (i cosiddetti servizi ecosistemici) includono, tra altri, la produzione di risorse alimentari e il sequestro di carbonio atmosferico. Questi sono alla base dei processi economici, dello sviluppo e del benessere delle società umane, e vengono a mancare quando gli ecosistemi sono degradati ed alterati dalle attività umane.

Le coste italiane sono la porzione di territorio che, negli ultimi 50 anni, ha subito le maggiori trasformazioni. Trovandosi all’interfaccia tra il mare e la terra, le coste subiscono l’influenza cumulativa e sinergica delle attività umane che si svolgono in entrambi i sistemi, sia essa diretta o indiretta. Installazioni industriali, edificazioni massicce, deforestazione e rasatura delle dune costiere hanno alterato quasi interamente il profilo del nostro litorale, con conseguenze anche importanti sugli ecosistemi adiacenti. Cambiamento climatico, inquinamento da plastica, specie aliene, ancoraggi indiscriminati e pesca eccessiva stanno deteriorando invece gli ecosistemi marini.

L’ erosione ha radicalmente trasformato il profilo delle coste italiane nel corso del tempo. Definita come il cambiamento della linea di costa, è un fenomeno naturale che è stato esacerbato delle attività antropiche. In particolare, la manomissione dei fiumi e la demolizione delle dune costiere hanno, rispettivamente, ridotto l’apporto di materiale per la formazione delle spiagge e rimosso lo stesso, risultando nel periodo 2006-2019 in un totale di 841 km di costa caratterizzati da erosione. Il consumo di suolo e la cementificazione hanno ulteriormente “mangiato” suolo costiero, a causa soprattutto dell’ampliamento degli insediamenti urbani e della costruzione di infrastrutture. Il 51% dei paesaggi costieri italiani (circa 3.300 km) sono stati LE MINACCE DALLA TERRA trasformati e degradati da case, alberghi, palazzi, porti e industrie. Solamente 1.860 km (il 23%) di tratti lineari di costa più lunghi di 5 km nel nostro Paese, isole comprese, possono essere considerati con un buon grado di naturalità. Anche laddove la costa è sopravvissuta inalterata, però, non mancano attività antropiche dannose per la biodiversità. La pulizia meccanica delle spiagge può portare alla distruzione di nidi di tartaruga comune e fratino, e le conseguenze della rimozione dei frammenti di Posidonia oceanica accumulati sulla spiaggia sono spesso trascurate. Le banquette di posidonia, infatti, proteggono le spiagge dall’erosione delle onde e rappresentano una risorsa di nutrienti fondamentale per gli ecosistemi costieri e per le stesse praterie di posidonia".


IL WWF SI DISSOCIA DAL JOVA BEACH PARTY!

 


CLAMOROSA DISSOCIAZIONE COGNITIVA DEL WWF DALLA TAPPA VASTESE DEL JBP

“Se un cieco conduce un altro cieco, entrambi cadranno nel fosso”. Il fosso è Fosso Marino, ovviamente. Un incubo per l'Amministrazione Menna fin dal 2019, uno sprazzo di naturalità nel cuore della spiaggia vastese che doveva essere eliminato a tutti i costi per permettere l'agognato concerto. Ho raccontato la lunga lotta dell'Amministrazione contro questo malcapitato corso d'acqua fino al tragico (doppio) epilogo nel quale, sconvolto, intubato, annichilito, azzerato naturalisticamente, il Fosso si è rivelato ancora capace di tendere un tranello fatale ai due ciechi in questione: Francesco Menna in rappresentanza del Comune di Vasto e Gaetano Benedetto in rappresentanza del WWF. 

E così, come un fulmine a ciel sereno, mentre a Vasto si festeggiava l'approvazione del concerto da parte della Commissione di Sicurezza -seppur con una significativa riduzione di un terzo degli spettatori- è arrivata la dissociazione del WWF dalle tappe del JBP a Vasto, in polemica con il Comune. Non ci sarà il logo WWF sulle due giornate vastesi del JBP, il Panda può tirare un respiro di sollievo!

E' la conferma definitiva dell'imbarazzante inadeguatezza dell'amministrazione Menna, ma anche delle contraddizioni insanabili che vedono una grande e stimata associazione ambientalista in combutta con un baraccone da circo finalizzato alla massimizzazione degli introiti, dove figurano case automobilistiche, marchi del gruppo Nestlé, allevamenti intensivi, ditte di trattori per la pulizia delle spiagge, banche che finanziano fossile e armi, e chi più ne ha più ne metta. Conviene riportare per esteso le parole di Gaetano Benedetto, già Direttore Generale dell'associazione – tratte da questo servizio del TGR Abruzzo -per capirci qualcosa : 

 “Noi al comune abbiamo chiesto di inserire l'intervento su Fosso Marino all'interno di un progetto che prevedesse la prescrizione alla rinaturalizzazione, così come stabilito dal Demanio Marittimo, e abbiamo chiesto al Comune di non spostare le giostre in un'area sensibile per il fratino, in un periodo in cui la specie era presente. La prescrizione su Fosso Marino è del Demanio Marittimo, per cui il Comune prima o poi è tenuto a rispettarla. La situazione di pregiudizio è dovuta allo spostamento delle giostre, avevo chiesto che questo avvenisse finita la stagione del fratino, perché su quella spiaggia s'è verificata una nidificazione, e non siamo stati ascoltati, per cui si è verificata una situazione dove lo spostamento di quelle giostre ha pregiudicato la presenza eventuale di quella specie. Questo è un impatto su cui il WWF non poteva starci. La nostra preoccupazione su Vasto è nota fin dall'inizio tant'è che la riduzione di un terzo del numero dei partecipanti conferma che Vasto non è stata la scelta più felice. Ciò detto, ci dissociamo dalla modalità di gestione da parte del Comune, quindi per noi, la presenza nel Tour nei termini stabiliti rimane. Rimane un punto critico che poteva essere gestito diversamente e non è stato ottemperato da parte del Comune”.

Ah però! Sembra di ascoltare finalmente il WWF che -in un lampo di resipiscenza- fa di nuovo il WWF. Ma non è forse troppo tardi?! E forse non è il caso di ammettere che se l'associazione non può starci su Vasto, non può starci sull'intero impatto del Tour? Una figuraccia balorda per l'amministrazione Menna, ma anche per Gaetano Benedetto, che tenta in extremis di scaricare tutte le colpe su di loro, autoassolvendo sé stesso e la sua associazione. Si sa, lo scaricabarile è uno sport nazionale, ma la storia è comunque lunga e individua anche una certa tardiva coerenza in quel che il portavoce del WWF afferma.

Bisogna difatti risalire ai lavori preliminari del JBP e a quello che è stato il primo vero scempio ambientale compiuto in nome di Jovanotti, che mise tutti noi sull'allerta. In un mio post del 6 giugno 2019 sulla pagina Fratini d'Italia -ripreso anche da siti nazionali- riportai la pagina del Centro con un articolo di Anna Bontempo dal titolo emblematico “IL COMUNE SPIANA LA SPIAGGIA DEL FRATINO”. Qual era lo scopo di tanta barbarie? Ebbene, i geni del Comune dovevano spostare di circa 200 mt. le giostre, che si trovano normalmente nell'area retrostante Fosso Marino, per permettere di realizzare vie d'accesso e fuga per l'agognato concerto. Ovviamente spostamento realizzato con 20.000 euro di fondi pubblici, sempre per permettere a Jovanotti di fare i suoi incassi. L'allarme venne dato dal Gruppo Fratino Vasto, e in particolare da Stefano Taglioli, allora in militanza ancora nelle Guardie WWF, prima di strappare la tessera come tanti attivisti storici, a seguito degli eventi di quell'anno. In seguito alla segnalazione, il WWF nazionale tuttavia si attivò e inviò una lettera di diffida al Comune di Vasto. 


Foto del 2019


L'estate poi andò avanti con un imbarazzante tira e molla tra Sindaco di Vasto e Prefetto di Chieti, il quale rimproverava al primo di essersi presentato in Prefettura senza il Piano di Sicurezza, o di aver dato autorizzazione temporanea all'evento pur essendoci un parere negativo della Commissione di Sicurezza, complice un Fosso Marino che non era stato nemmeno menzionato nella Valutazione di Incidenza Ambientale, come se non esistesse. E difatti, spiace dirlo, per l'amministrazione Menna era ed è come se non esistesse. Potete leggere a riguardo il mio post CRONACA DI UNO PSICODRAMMA AMMINISTRATIVO DI MEZZA ESTATE. Col passare delle settimane le cose sembrano mettersi sempre peggio per Comune e Trident, finché Menna decide di dare l'assalto finale a Fosso Marino, per sopprimere quell'elemento naturale che tanto li faceva sfigurare con la Commissione di Sicurezza, in un ultimo disperato tentativo di spianare la via all'agognato concerto. Un assalto che ho ripreso nel post FOSSO MARINO NON ESISTE PIU' e che ha provocato la morte di tutta la fauna presente nel corso d'acqua, con la raccapricciante scoperta anche di tanti esemplari di anguilla (vedere post LA MORTE ARRIVA CON IL JOVA BEACH!). A nulla era servito un esposto preliminare della SOA, i cui contenuti potete trovare in questo post di Augusto De Sanctis intitolato INCREDIBILE FARLO SU UN CORSO  D'ACQUA SPENDENDO 80.000 EURO PUBBLICI






Giunge infine, il 9 agosto 2019, la prevedibile bocciatura da parte della Commissione di Sicurezza, degna conclusione di una tragicomica farsa durata un'estate, che vede il Sindaco addirittura minacciare di querela “educativa” tutte le associazioni che lo avevano precedentemente denunciato, senza pensare che tra queste c'era anche lo stesso WWF, partner per la realizzazione del suo agognato concerto! 

Ebbene, nel 2022 accade l'imponderabile: nonostante tutta questa follia, nonostante l'esistenza di un corso d'acqua che nel frattempo, poveretto, non era riuscito a trovare una collocazione alternativa, ed era dunque rimasto nella sua sede naturale -preposta tra l'altro a rinaturalizzazione dal Piano Demaniale- ecco che contro ogni logica, ogni prudenza, viene proposta una data del JBP a Vasto! Di nuovo?! E tutto si ripete come nel peggiore degli incubi. Di nuovo vengono stanziati 80.000 € per la lotta senza quartiere a Fosso Marino e alle sue specie viventi, di nuovo altri 20.000€ (suppongo la cifra sia la stessa) per lo spostamento delle giostre. Sempre altri soldi pubblici, che si sommano a quelli del 2019, per realizzare l'agognato concerto! E di nuovo l'assalto al povero Fosso! Di nuovo l'esposto della SOA con un comunicato intitolato appunto ASSALTO ALLA NATURA. Guardate le (di nuovo) sconvolgenti immagini! 


Foto del 2022


Ed ecco che, dopo tutto ciò, Gaetano Benedetto si ricorda d'un tratto che a inizio giugno 2019 avevano già inviato una diffida per lo spostamento delle giostre, cui non avevano tra l'altro più dato seguito, e decide d'intervenire con grandissimo ritardo, a frittata fatta. Ma non potevano pensarci prima, diamine?! Già perché poi quest'anno a complicare le cose per l'amministrazione Menna ci ha messo anche lo zampino un uccellino importuno di nome Fratino! Accidenti! Ma non poteva andarsene a nidificare da un'altra parte? Invece no, giusto nell'area del concerto doveva deporre le sue uova! Ma guarda tu, sembra proprio un complotto del mondo naturale contro una povera amministrazione pubblica che cerca semplicemente di realizzare un innocente concerto sulle spiagge, no?! E dunque lo spostamento delle giostre viene incautamente realizzato proprio durante la cova delle uova, impedendo di fatto ai pulli appena nati di poter accedere a tutto il lato sud della spiaggia, impegnato in lavori di sistemazione. Rimaneva per loro l'area a nord, ridotta però a un deserto dal secondo assalto a Fosso marino condotto dal generale Menna, in guerra perenne contro la Natura. Certo, se ci fosse stata la possibilità di un poco di vegetazione per nascondersi, a lato di quel fosso oramai intubato, forse per quel pullo sarebbe andata meglio per proteggersi dai suoi predatori naturali. Non sappiamo come siano andate le cose, fatto sta che in tutto questo marasma il fratino -di cui allego una foto- scompare, dopo una quindicina di giorni. Scompare come erano scomparse tutte le cannucce di palude, tutte le presenze faunistiche e tutti i connotati naturalistici di Fosso marino. 




Dopo tutto questo, ecco che finalmente interviene Gaetano Benedetto! Ma a che serve intervenire a chiudere il recinto quando i buoi sono scappati? Dato che al Comune di Vasto erano recidivi, e avevano già dato grande prova di pericolose propensioni naturicide, non sarebbe stato doveroso da parte loro vigilare, per impedirgli di azzerare di nuovo Fosso marino? D'altronde Benedetto chiede cose impossibili, per salvare la faccia, o forse salvare la tenuta dell'associazione, percorsa da inevitabili dissidi interni (perché tanti, forse troppi soci, e non solo in Abruzzo, non sono più disposti ad accettare tutto questo!). Come si può pensare di rispettare la prescrizione alla rinaturalizzazione di un corso d'acqua e contemporaneamente predisporvi sopra un concerto per 30.000 persone? Appare del tutto evidente che all'incauta amministrazione vastese, di fronte alle richieste della Trident, non rimanevano opzioni realistiche a parte quella sciagurata intubazione. E poi, come può pensare un sindaco di posticipare lo spostamento delle giostre a stagione turistica oramai avviata per rispettare la nidificazione di un fratino? Non sarebbe dunque stato più onesto e saggio, da parte di tutti, riconoscere che il concerto in quel luogo non andava proprio fatto e rinunciarvi in tempo? Riconoscere che questi mega-eventi in spiaggia comportano troppi problemi, danni e disagi? Perché il Fosso vastese, benché imbrigliato in tutti i modi, non si dà comunque per vinto ed è già esondato alla prima pioggerellina estiva, con gravi possibili ricadute per la sicurezza degli spettatori, continuando a turbare i sonni del povero sindaco Menna! 


Fosso Marino dopo la prima pioggia estiva

Ma non era prevedibile? Inutile quindi prendersela solo con lui, che pure rappresenta un manifesto alla nullità amministrativa e al menefreghismo ambientale. Sarebbe più onesto da parte del WWF nazionale fare un mea culpa, e ammettere che pur di sostenere l'insostenibile si sono raccontate un sacco di balle, e si sono coperte un sacco di nefandezze. Prendiamo ad esempio l'intervista che lo stesso Gaetano Benedetto rilascia a IL POST (leggi QUI) nella quale afferma: 

"Gli esperti indicati dal WWF stanno osservando le spiagge dal mese di maggio perché siamo consapevoli che sono indispensabili molte accortezze. Il calendario dei concerti è stato pensato e adattato per essere compatibile con la nidificazione del fratino. Abbiamo una lunga serie di attenzioni che sono frutto di un lavoro tecnico e non ideologico, con confronti seri con l’organizzazione e anche con gli amministratori locali".

Oppure la comunicazione rilasciata a Il Fatto Quotidiano (leggi QUI) dall'Ufficio Stampa dell'associazione:

"Nonostante non sia tra gli organizzatori dei concerti anche in questa edizione il Wwf ha avanzato richieste e raccomandazioni per fare in modo che venissero scelti gli standard di sostenibilità più ambiziosi. Lo ha fatto in primo luogo con le location dei concerti chiedendo agli organizzatori di rinunciare ad alcuni siti (richieste accettate). Nel caso di altri siti che avrebbero potuto presentare criticità ambientali, in quanto possibili siti di nidificazione di uccelli o tartarughe, ha richiesto di pianificare i concerti in periodi in cui è altamente improbabile la presenza delle specie, parallelamente all’attivazione di misure straordinarie inerenti ad esempio al posizionamento del palco e delle strutture accessorie. Infine, l’associazione ha richiesto un monitoraggio secondo un rigido protocollo nei mesi precedenti l’evento e che continuerà fino al completamento dello stesso".

Confronti seri con gli amministratori locali e un protocollo rigidissimo da seguire?! Vogliamo ridere, per non dover piangere? Ah...benedetto Gaetano! Ma poi, tutta questa attenzione per il fratino che d'improvviso lui mostra ... e la tappa di Rimini 2019 allora? Lì non avevano fatto un sopralluogo preliminare accertando la presenza di ben due nidificazioni?! Ricordo che dei 5 pulli, uno scomparve proprio il giorno del concerto. E di Roccella che dire, non è il WWF che si occupa delle nidificazioni di Caretta in quella parte di Calabria? E non ve ne sono state varie proprio a Roccella, negli ultimi anni, nelle immediate vicinanze del luogo sacrificale per il concerto? E che dire del lido Casabianca di Fermo, dove il fratino non ha nidificato dal 2019, ma è in atto una opera di rinaturalizzazione, con ripiantumazione di specie psammofile, resasi necessaria a causa dei danni arrecati dal JBP stesso e riconosciuti dall'Amministrazione? Non sa che è stata indirizzata una diffida al Comune di Fermo dal Comitato TAG Costa Mare, di cui fa parte tra l'altro il WWF Natura Picena? Davvero il WWF nazionale promuove oramai questo approccio caricaturale alla natura per cui si fa vedere di voler salvare la mascotte Fratino e si manda contemporaneamente al macero tutto il suo ecosistema? Come si può definire questa se non dissociazione cognitiva?

Ringraziamo quindi Gaetano Benedetto per la sua clamorosa dissociazione (cognitiva) dal Jova Beach Party vastese, che ci conferma tutti i dubbi che abbiamo da sempre espresso su questa iniziativa, tutti i danni che sta provocando, tutte le ipocrisie che lo tengono in piedi, e ci sprona ulteriormente nell'intento di chiederne a gran voce lo STOP! 

Scrivo queste parole mentre gli amici da Cerveteri mi inviano foto e video delle ruspe in azione, che stanno spianando ancora una volta la spiaggia di Campo di Mare, rimuovendo tutta la vegetazione che ho fotografato e testimoniato in questo precedente post. VERGOGNA!


Foto nel post di Franco Sacchetti e Stefano Taglioli

Per un resoconto più dettagliato degli eventi del 2019, relativi a Vasto e non solo, si rimanda all'intero dossier "A CHI JOVA BEACH TOUR" che potete scaricare QUI


jueves, 14 de julio de 2022

NON SOLO JOVANOTTI!

 


NON SOLO JOVANOTTI!

In un articolo-intervista intitolato "Jova e il fratino" Roberto Manfredi, sul sito Rockol.it, scrive: "La domanda che rivolgo ai vari complottisti del web è: “Se al posto di Jovanotti ci fossero Vasco Rossi o Ligabue o i Rolling Stones avreste fatto lo stesso cucuzzaro di polemiche?”. La risposta è sì! Ti va bene se a questo giro ce la prendiamo con Bruce Springsteen, che vuole portare 50.000 persone al Parco Bassani di Ferrara?! Firmiamo tutti la petizione per limitare questi danni collaterali da JBP! Quando si apre la porta, poi chiuderla è davvero difficile.


https://www.change.org/p/salviamo-insieme-il-parco-giorgio-bassani-di-ferrara-save-the-park


A riguardo, riporto qui la lettera a Bruce Springsteen, altro cosiddetto "green influencer" che porta i suoi concerti panzer dove capita, firmata da Bianca Montrasio, portavoce del Comitato Parco Antonio Cederna, Roberto D'Achille, portavoce del Comitato "La Villa Reale è anche mia" e Anna Ferraresi, consigliera comunale del gruppo misto di Ferrara. Sembra di leggere una delle tante lettere scritte invano a Jovanotti negli ultimi anni, qui in Italia. Vediamo che farà "The boss", e se sarà davvero di monito ed esempio, per "gli artisti che muovono grandi folle".

Caro Bruce Springsteen

Ti scriviamo, sperando che le nostre parole, tocchino l’animo sensibile che hai sempre dimostrato. Ti aspettiamo in Italia. Ti aspettiamo a Ferrara e a Monza. Migliaia di fan non vedono l’ora di ascoltare le tue meravigliose canzoni. Tutti attendono il mito della musica, la star internazionale, “The Boss”, colui che ha saputo raccontare, con i testi delle proprie canzoni, la vita quotidiana, profonda, in tutti i suoi aspetti, anche quelli più disperati. Quell’America degli sconfitti che mai hanno smesso di provarci. In alcune di esse hai ricordato quanto sia importante guardare e rispettare la natura (The river, Jungleland, The Promised Land…), sei stato testimonial dei movimenti che in tutto il mondo provano ad alzare il livello di attenzione per la salvaguardia dell’ambiente. Sei uno dei green influencer più seguiti al mondo e non perdi occasione per stimolare le persone a cambiare quei comportamenti che danneggiano l’ambiente, il pianeta. Eppure l’organizzazione di almeno due, dei tuoi tre concerti, programmati per il prossimo anno a Ferrara il 18 maggio e il 25 luglio a Monza, avverranno in due parchi di notevole pregio: Il Parco Giorgio Bassani a Ferrara e il Parco di Monza.
Il primo è un’area protetta: 1200 ettari di patrimonio paesaggistico e storico a ridosso delle antiche mura medioevali, una vera e propria “addizione verde”. Un sistema articolato di zone alberate, specchi d’acqua, sentieri. Habitat ottimale per numerosi animali selvatici, tra cui almeno 129 specie di uccelli, molti dei quali migratori, che completano il loro arrivo, la cova in corrispondenza dei preparativi del concerto. Il secondo – prato della Gerascia- è parte, con la Villa Reale, di un complesso monumentale di primaria importanza artistica, storica, culturale che vanta oltre due secoli di storia.
Siamo molto preoccupati per l’irreparabile danno all’ecosistema, all’ambiente, alle varietà arboree presenti, alle specie animali protette che l’afflusso di migliaia di persone, in uno spazio così delicato e sensibile, potrà provocare. Deprechiamo la decisione scellerata delle nostre amministrazioni, guidate solo ed esclusivamente, dal business, dall’indotto economico che l’evento potrà produrre. Incuranti della peculiarità, fragilità e bellezza dei luoghi destinati a ospitare questi eventi.
Confidiamo, per la sensibilità e l’attenzione che hai sempre dimostrato al tema dell’ambiente e all’impatto che le azioni umane indiscriminate hanno su di esso, in una tua presa di posizione chiara e decisa. Affinché un tuo pronunciamento, costituisca monito ed esempio virtuoso per nostri governanti, per gli artisti che muovono grandi folle, e per gli stessi fan.
Soluzioni alternative e più adeguate esistono. Invita i nostri amministratori a trovarle. Nelle nostre città storiche, ci sono altri spazi attrezzati, idonei per capienza, per viabilità, sicurezza e rispetto ambientale ottimali per tenervi concerti e grandi eventi.

Con stima

Anna Ferraresi, Consigliera comunale Gruppo Misto Comune di Ferrara.

Bianca Montrasio, Presidente del Comitato per il Parco Antonio Cederna

RobertoD’Achille, Portavoce del Comitato La Villa Reale è anche mia

p.s.

Consiglio ovviamente anche di leggere l'esilarante articolo-intervista a Salvadori nel quale questo astro nascente dell'ornitologia afferma: "Circa il fratino nessuno sa che le uova si schiudono a maggio e dopo il 27 luglio i fratini volano altrove". Infatti non lo sapevamo neanche noi che ce ne occupiamo da anni! "Tant’è che a Rimini nel 2019, prosegue, dopo aver raccolto vari pareri di esperti ornitologi, abbiamo anche spostato per precauzione la data ai primi di agosto". Per capire in quale stato confusionale versi l'organizzatore del JBP, nel tentativo disperato di controbattere alle critiche sempre più numerose, il concerto spostato ad agosto era quello di Fermo, dove peraltro non c'erano nidificazioni quell'anno, mentre sì a Rimini, dove c'erano due nidi nell'area del concerto, che si tenne l'11 luglio. Altre baggianate, Maurizio?

lunes, 11 de julio de 2022

PIANTE E ANIMALI DA SACRIFICARE!



CONDIVIDETE LE IMMAGINI DELLE PIANTE DUNALI DI CERVETERI PRIMA CHE VENGANO SACRIFICATE AL DIO JOVA!

Erase and Rewind. Cancella la vegetazione e riavvolgi il nastro. L'otto luglio scorso sono stato a Cerveteri, come tre anni fa, invitato da un comitato spontaneo di volontari, attivisti e cittadini che si oppongono al Jova Beach Party. Ci siamo ritrovati al Monumento Naturale Palude di Torre Flavia per poi dirigerci sul luogo individuato per la realizzazione dell’evento e cioè, appunto, la spiaggia di Campo di Mare, Lungomare dei Navigatori Etruschi. (QUI il comunicato stampa) Nel 2019 arrivai dopo aver visto le sconvolgenti immagini della “pulizia etnica” di Jovanotti con le sue ruspe. Vagammo allora in uno scenario surreale, incupito dal colore della sabbia di origine vulcanica, alla ricerca delle poche piante superstiti. Ne trovammo alcune, in pessime condizioni, che fotografai e “intervistai” in alcuni post che potete trovare sul dossier A chi Jova Beach Tour alle pagine 28, 29, 34, 35, 36, 67)



Quest'anno sono arrivato in tempo: ho potuto vedere e fotografare le piante dunali prima del misfatto. Ho ritrovato alcune di quelle piante di tre anni fa, e molto, molto altro. Nonostante le devastazioni del JBP di 3 anni fa, nonostante i concerti successivi (cui il JBP ha fatto da apripista) la natura è riuscita a rigenerare parzialmente quella vegetazione rimossa, e mi sono trovato di fronte a una spiaggia seminaturale con delle importanti emergenze floristiche. La spiaggia allo stato attuale, a parte la fascia afitoica più vicina al mare, è un grande prato, con dune embrionali, e piante che trattengono la sabbia, impedendone la dispersione. Fanno il loro lavoro, accolgono la vita, gli impollinatori, popolazioni di rettili e insetti caratteristici delle spiagge. Oltre al loro valore ecologico, va ricordato che le dune hanno un ruolo essenziale quale elemento di mitigazione “naturale” del rischio costiero, erosione e allagamento, tanto che l’IPCG (Intergovernmental Panel on Climate Change) le ha identificate tra gli elementi di resilienza della zona costiera sabbiosa. Le dune rappresentano un ostacolo in grado di contrastare le inondazioni marine (QUI potete vedere la spiaggia di Campo di Mare completamente allagata nel novembre 2019, dopo il primo JBP) e costituiscono un “serbatoio sedimentario”, una sorta di "banca di sabbia" in grado di restituirne alla spiaggia antistante nei momenti di deficit, prevenendo l'erosione. Vi lascio immaginare cosa potrebbe diventare questo posto, quanto più ricco di biodiversità sarebbe, se si lasciasse semplicemente fare alla natura, senza troppe interferenze.



Condividete tutti queste foto prima che i soliti ipocriti possano dire che no, non c'era proprio nulla, era solo una spiaggia antropizzata, senza nulla da tutelare! Ricordo che nel 2019, nella sezione Q&A del sito WWF si riferiva che a Campo di Mare c'era solo un canneto (peraltro oramai azzerato). Invece ci sono esemplari di Ravastrello o Cakile maritima, Elymus farctus o gramigna delle spiagge, Camomilla delle spiagge o Anthemis maritima, Sparto pungente o Ammophila Arenaria, Gramigna delle spiagge o Elymus farctus, Polygonum maritimum, Salsola kali. Sono piante protette dalla Direttiva europea 92/43/CEE (relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche), che appartengono agli Habitat 1210 vegetazione annua delle linee di deposito marine e Habitat 2120: Dune embrionali mobili, egualmente protetti. Costituisce reato rimuovere queste piante! Ripeto: costituisce reato rimuovere queste piante! Condividiamo, ripetiamolo finché non troveremo un funzionario disposto finalmente a far rispettare la legge. Faremo le foto della stessa spiaggia dopo l'intervento di ruspe e trattori. Se non vedrete queste stesse piante nelle foto del dopo concerto, vorrà dire che probabilmente è stato commesso un reato!



Qui sotto una foto della stessa spiaggia dopo l'intervento delle ruspe nel 2019. Mettetele a confronto con queste immagini attuali della spiaggia e giudicate voi se credere all'Ufficio Comunicazione del WWF quando afferma (QUI articolo da Il Fatto Quotidiano): Abbiamo letto alcune critiche sull’edizione del 2019 in una gradazione che arriva fino alle fake news. Nel 2019 non ci sono stati danni alle spiagge, non ci sono stati problemi né agli habitat naturali, né alle specie. Spiagge con un impatto di rifiuti e dal forte degrado ambientale (lo era quella di Castel Volturno) sono state recuperate e oggi si trovano in una condizione ambientale certamente migliore rispetto a prima dei concerti.



Faranno piazza pulita anche quest'anno? Lasceranno forse solo quel pesce mangiaplastica che si vede nelle foto, come monumento all'ipocrisia di un tour “plastic-free” che vuole far credere di ripulire le spiagge e invece semplicemente le sterilizza!





Ma c'è ben di più: ho scoperto che il 3 agosto di due anni fa, una Caretta caretta, la tartaruga marina, ha tentato l'approdo in pieno giorno per deporre le uova proprio in questa spiaggia. Disturbata dai bagnanti ha ripreso la via del mare ed ha deposto le sue uova solo qualche chilometro a sud, sulla spiaggia di Palo Alto. QUI la notizia riportata da Terzo Binario. Successivamente tali uova sono state spostate, temendo che le mareggiate potessero far fallire la nidificazione e sono state portate di nuovo a Cerveteri, circa duecento metri a sud del primo approdo, e comunque all'interno del perimetro del Monumento Naturale di Torre Flavia. Le uova si sono poi regolarmente schiuse e diverse tartarughine sono riuscite a raggiungere il mare.

Questo significa una sola cosa: la spiaggia individuata per il concerto di Jovanotti è indubbiamente un sito di potenziale nidificazione della Caretta! Sono proprio questi i giorni nei quali -come successe due anni fanuota davanti alle nostre coste per scegliere i suoi luoghi di deposizione. Cosa farà secondo voi se troverà il palco con le luci? E un frastuono che nell'acqua si propagherà con una velocità quattro volte superiore? Deciderà di partecipare anche lei a quella “figata pazzesca” o piuttosto scapperà via?! Eppure l'Ufficio Comunicazione WWF, con incredibile faccia tosta, nello stesso articolo citato sopra, riguardo l'operato dell'associazione afferma, : Nel caso di altri siti che avrebbero potuto presentare criticità ambientali, in quanto possibili siti di nidificazione di uccelli o tartarughe, ha richiesto di pianificare i concerti in periodi in cui è altamente improbabile la presenza delle specie, parallelamente all’attivazione di misure straordinarie inerenti ad esempio al posizionamento del palco e delle strutture accessorie.

No comment! Vale più un nido di Caretta caretta, vale più il rispetto di quelle preziose piante psammofile che un concerto di Jovanotti. Difendiamo i nostri diritti, i diritti di tutti gli esseri viventi, protestiamo contro questa inaccettabile prepotenza targata JBP! Difendiamo le nostre spiagge!







Foto di Franco Sacchetti e Marina Cozzi


sábado, 9 de julio de 2022

JOVID-19 variante ravennate

 

Foto tratta da ravennatoday.it

JOVID-19 : malattia virale ad alta diffusività mediatica, oramai classificata come endemica. Genera dissociazione cognitiva, alterazione delle funzioni di riconoscimento della biodiversità, perdita di valori, consumismo compulsivo. Individuato cluster di una variante ravennate nei giorni scorsi. Evitate i contatti! 

jueves, 7 de julio de 2022

FACCIAMO "I" SCEMI

 


Succedono cose strane a Ravenna, come d'altronde normalmente accade in ogni Comune che entri a far parte del circuito del Jova Beach Party: 65 metri di tamerici abbattute per fare spazio all'evento sulla spiaggia di Marina di Ravenna!

È una notizia datata: la denuncia di Italia Nostra risale al 2 aprile 2022 (qui articolo su La Cronaca di Ravenna) ma conviene riprenderla visto che oggi il più devastante spettacolodopo il Big Bang fa tappa proprio a Ravenna. Si tratta probabilmente del primo scempio ambientale accertato del Tour 2022, che va ad aggiungersi alla lunga lista del 2019. Fin qui niente di veramente strano, mi direte: si tratta infatti di normale amministrazione per un Tour che pretende di calare sulle spiagge un villaggio dei divertimenti dalla dimensione di una portaerei (solo per Ravenna l'area prevista a servizio del concerto è di circa 120x280 metri). Già nel 2019 si erano verificati abbattimenti di siepi, ed alberi, dovuti alla necessità di garantire un'adeguata circolazione per la bellezza di 30.000 persone, con vie di fuga ed accesso adeguate agli standard di sicurezza.

Potrebbe risultare ancora più strano che per questa azione di abbattimento, non risultino le necessarie autorizzazioni e che questo sia avvenuto in un periodo di riproduzione dell'avifauna, durante il quale il Regolamento del Verde del Comune di Ravenna prescrive la sospensione di simili attività. O meglio, sussisteva solo una autorizzazione a espiantare, quindi spostare le tamerici (immaginatevi lo stress di queste povere piante!). E in effetti le hanno spostate, a miglior vita. 

Ma anche qui, normale amministrazione per il tour di Jovanotti, che appare ben lontano dall'essere virtuoso, in termini di permessi, autorizzazioni, e in generale rispetto delle leggi. Alcuni giorni fa (qui articolo su Ravennawebtv) la Rete di Associazioni Salviamo il fratino della costa ravennate lamentava l'assenza di Valutazione di Incidenza Ambientale (necessaria per la vicinanza alla Riserva Naturale dello Stato “Pineta di Ravenna” e al Parco del Delta del Po) e Autorizzazione Paesaggistica, nonché dei chiarimenti promessi in merito agli accordi di compartecipazione fra Comune e Trident, arrivando ad equiparare il Jova Beach a un Rave party -per sua natura evento sprovvisto di autorizzazioni- che si può svolgere solo con la connivenza degli Enti. Sconcertante silenzio da parte degli enti: Comune, Regione, Parco del Delta del Po, Carabinieri Forestali Biodiversità, Soprintendenza. A due settimane dallo show, a Ravenna si possono vendere ed acquistare biglietti per uno spettacolo senza che questo non abbia ancora ricevuto alcuna autorizzazione”.




Devo ammettere che a me piace la definizione di Rave Party legalizzato, la trovo perfettamente calzante. Invece ecco che, in extremis, salta fuori Giacomo Costantini, l'assessore al turismo di Ravenna, rassicurando tutti che tutto è a posto (qui articolo sul Resto del Carlino). Scopriamo così che la Valutazione di Incidenza Ambientale è stata presentata due giorni fa, laddove dovrebbe essere garantito un periodo di 30 giorni per permettere le osservazioni al documento, e scopriamo inoltre che non sarebbe necessaria l'Autorizzazione Paesaggistica. "Il 19 maggio scorso – precisa l’assessore Costantini –, è arrivato il parere della commissione sulla non assoggettività dell’evento ad autorizzazione paesaggistica. Il 13 giugno quello della Sovrintendenza. Inoltre il 26 giugno è arrivato il nulla osta dei Carabinieri forestali e il giorno dopo il parere positivo del Parco del Delta del Po. Non è previsto- aggiunge l’assessore- che ci siano giorni per presentare delle osservazioni pubbliche". Insomma "è tutto regolare, gli amministratori, i dirigenti e gli uffici osservano le normative attentamente e si sono comportati in maniera corretta".

Ma dico, mai possibile che dei pareri così importanti pervengano a pochissimi giorni dai concerti, con i biglietti già interamente venduti? Peccato però che, ad esempio, a Vasto il concerto sia stato annullato l'anno scorso, e che la Commissione per la Sicurezza, abbia lamentato, fra le tante, l'assenza dell'Autorizzazione Paesaggistica, a parte una V.Inc.A. lacunosa, che ometteva l'esistenza di un corso d'acqua. Certo, non voglio entrare qui in una discussione strettamente tecnica, e mi rendo conto che si tratta comunque di luoghi e situazioni diverse, anche se risulta davvero strano che in nessuna delle tappe, per quanto ne so, questo documento sia mai stato presentato.

Insomma, alla fine per Costantini risulta tutto regolare! E guarda un poco, dalle sue dichiarazioni (qui articolo su La Cronaca di Ravenna) risulta che alla fine, ad essere abusive, erano proprio le povere tamerici abbattute – anzi “i tamerici” come risulta dall'articolo- presenti almeno da qualche decennio tra il bagno Ulisse e la zona della sede dell’Associazione nazionale dei marinai d’Italia, a Marina di Ravenna.

Devo dire che mi sconcerta non poco sentir parlare di abusivismo a riguardo di esseri viventi che, in tanti anni, hanno contribuito a fornire servizi ecosistemici fondamentali, tanto per la nostra sopravvivenza, quanto per quella di altre specie animali. Può forse un essere vivente essere definito abusivo?! Ed è mai possibile che questo presunto abusivismo salti all'occhio degli zelanti amministratori solo a pochi mesi dal concertone, e per di più in periodo di nidificazione? A parte il fatto che, nell'Autorizzazione dirigenziale del 15/03/22, le tamerici vengono identificate come Tamarix africana, ovvero una specie alloctona (per questo abusiva, capite?) laddove un illuminato parere del naturalista Federico L. Montanari, già responsabile del tema “Natura e Biodiversità” presso la Direzione tecnica di Arpa Emilia Romagna, abbia invece chiarito che si trattava dell'autoctona Tamarix Gallica. E lo stesso Comune, per bocca dell'Istituto Delta, nel parere tecnico allegato alla delibera, abbia dichiarato che trattavasi presumibilmente di Tamarix gallica! 

Un gran guazzabuglio insomma, sul quale sarebbe bene che la magistratura indagasse. Ciò che mi rimane nella testa alla fine è l'articolo determinativo maschile plurale “i” utilizzato scorrettamente per indicare “i tamerici” della spiaggia di Marina di Ravenna. Qualcosa che stona immediatamente alle orecchie di chi, come me, fin dai tempi della scuola, serba nella memoria “le tamerici salmastre ed arse” della dannunziana Pioggia nel pineto. Sarà una coincidenza, ma il sito del concerto è anche vicinissimo alla “Pineta di Ravenna”.

L'assessore Costantini è dunque sgrammaticato, o forse si tratta solo una svista del giornalista di turno? D'un tratto mi torna in mente una sgrammaticatura analoga, dai versi di una canzone, non certo memorabile, di Jovanotti: “No Vasco”, Sanremo 1989. “Vai così, è una figata, perché una storia così non c'è mai stata, che ci ammazziamo, ci divertiamo, facciamo i scemi”... ah ecco, ho capito tutto. Assessore, facciamo “i” scemi? O meglio, come dicono a Ravenna, "i semi"?!



Foto di Willy Maurizio Cazzanti e Francesca Santarella


lunes, 4 de julio de 2022

Ri-Party-CHE?!



 

Foto dal post fb di Jovanotti

 

Che?! Davvero è ricominciato?! Il Jova Beach Party imperversa di nuovo sulle nostre spiagge? Non posso ancora crederci, vi giuro... sogno o son desto? In un Paese civile può accadere tutto ciò? Ah ma siamo in Italia, certo. Eppure... ancora fatico a farmene una ragione! Mi stropiccio gli occhi e mi chiedo se non sia un'allucinazione estiva. Perché guardo e riguardo le foto di Lignano, prima tappa del Tour e sono esattamente sovrapponibili a quelle di 3 anni fa. Come nulla fosse, l'evento si ripete, uguale a se stesso, esattamente così com'era nel 2019, con spudoratezza, prepotenza e senso d'impunità. Come fosse un format intoccabile, un indiscutibile rituale del consumismo. Neanche a pensare, che so, con tutti i problemi che ci sono stati, almeno di dimezzare il pubblico, visto che si sono raddoppiati i concerti per singola località, puntando un poco più sulla qualità, invece che sulla quantità. No nulla, neanche a pensarci, a lor signori interessa la quantità, esibire il trofeo, lo scalpo vegetazionale dei litorali italiani; interessa mostrare di aver occupato fino all'ultimo centimetro non solo le spiagge, ma anche l'immaginario legato alle spiagge. Il che spiega non solo queste operazioni di appropriazione, direi piuttosto espropriazione temporanea, dei beni collettivi demaniali, ma anche correlate operazioni di appropriazione dei beni collettivi immateriali, intesi come eredità culturale e poetica, e mi riferisco a quell'operazione rivoltante intitolata “Poesie da spiaggia” firmata ovviamente da Jovanotti, ma purtroppo anche da Crocetti. E su questo mi riprometto di scrivere un post di profonda indignazione nei prossimi giorni.

Il mantra del 2019 è stato il demenziale “Lasceremo le spiagge più pulite di come le abbiamo trovate!” come se la pulizia fosse un indicatore ecologico della salute di un ecosistema costiero. Accanto a questo il tentativo disperato e puerile di far credere che tutta quella valanga di critiche (che quest'anno saranno ancora di più, c'è da giurarci, non essendosi ancora sopite quelle di 3 anni fa!) provenissero da una serie di insignificanti siglette ambientaliste locali, in cerca affannosa di visibilità, interessate a saltare sul carrozzone di Jovanotti. Come se non avessimo niente di meglio da fare che stare dietro ai deliri di megalomania di un 55enne che va in giro travestito da pirata. Come se non preferissimo occuparci di contemplare la natura, piuttosto che doverla difendere da ogni nuova insidia.

Nel 2019 ho inaugurato questo blog, dedicato al JBP – e implicitamente a tutti i grandi eventi in natura - seguendo, fino al 2020, tanto il corso degli eventi, quanto i devastanti effetti collaterali del Tour; poi ho chiuso le trasmissioni perché la consideravo un'esperienza conclusa; ho giurato a me stesso che mai avrei ripreso a scriverci, a meno che non succedesse un cataclisma, una sciagura, una guerra... e purtroppo ci siamo! Difficile pensare a una sciagura peggiore per la collettività della ripetizione, fedele a sé stessa, del JBP, che costituisce un vero atto di guerra contro la naturalità delle spiagge, e contro il concetto stesso di tutela ambientale. Una guerra condotta apertamente anche contro tutti quegli ambientalisti che, come sentinelle del territorio, difendono gli ultimi presidi di naturalità delle spiagge, a cominciare dal Fratino. Come ho già scritto, il JBP rappresenta l'apice spettacolare della deroga permanente a qualunque principio di tutela naturalistica; come ogni atto di guerra, vive di sospensione della legalità, e non sarebbe mai possibile senza la connivenza degli Enti preposti alla tutela del nostro patrimonio collettivo. Vive di propaganda, e giorno dopo giorno assistiamo attoniti all'azione rimbombante di una macchina della mistificazione, non meno ipocrita e di quella che sostiene l'interventismo in Ucraina. Le balle che rotolano sui principali quotidiani e rotocalchi italiani, che presentano al mondo questo JBP come un modello di felice coesistenza fra Grandi Eventi e Tutela Ambientale sono tanto credibili quanto gli asini che volano, eppure sigle ambientaliste storiche, come WWF e FIAB, condotte al disastro da una dirigenza scellerata, sono disposte a ricoprirsi di fango, pur di garantire una foglia di fico a questo campione del Greenwashing.

La ripetizione, a tutti i costi e contro tutte le evidenze, di questo mega-evento, ci fa capire che oramai siamo di fronte a un fenomeno sancito dalla Costituzione mediatica italiana, che è quella che conta perché muove i soldi. E che dalla ripetizione si vuole passare alla perpetuazione, con la dichiarata pretesa di trasformare questo evento in un rituale della decadenza italica: una sorta di Sanremo delle spiagge, un Festivalbar formato portaerei, con la legittimazione a cascata di qualunque piccolo o medio evento che faccia uso e abuso di luoghi naturali. Propagandando una idea di Natura che non costituisce più un valore in sé - non è concepibile che qualcosa abbia valore fuori dalla mercificazione capitalista - ma necessita di essere valorizzata da un palcoscenico itinerante, da un eventificio permanente che si pone come campo d'azione l'intero territorio nazionale, inclusi Parchi e Aree protette.

Ed eccoci alla foto di quest'anno, di nuovo Lignano, di nuovo la spiaggia totalmente occupata. E continuo a ripetermi: ma sogno o son desto? Davvero si sta ripetendo questa bestialità? Un amico qualche giorno fa, mi ha raccontato la trama di Cronosisma, il romanzo fantascientifico di Kurt Vonnegut. La copio e incollo dal sito della Minimum Fax, la casa editrice italiana: “Nel 2001 l'universo viene colpito da una crisi di autostima e decide di non espandersi più bensì di contrarsi, tornando indietro di dieci anni. Teoricamente la grande occasione che l'umanità attende da sempre: ripercorrere il passato per non commettere più gli stessi errori. Tutti però ripeteranno ogni azione, pronunceranno perfino le stesse parole e quindi sconteranno le stesse pene. E quando, passato il decennio per la seconda volta, il tempo ricomincia a muoversi, l'umanità, assuefatta a non esercitare il libero arbitrio, vivrà una crisi ancora più profonda”.  Nel guardare le stesse identiche immagini di 3 anni fa, penso che Cronosisma possa essere il mio romanzo per l'estate 2022.

Lo slogan di quest'anno è Ri-Party-AMO. Il messaggio “subliminale” è: abbocca all'AMO di questo Party, in maniera che noi "ripartiamo" gli utili di questa squallida operazione commerciale. Non abboccate!